Raphael Gualazzi, standing ovation a San Gemini: una scia jazz che scalda l’anima (FOTOGALLERY)

Il crooner urbinate ha chiuso il ciclo di concerti in provincia di Terni del ciclo Suoni Controvento: piazza San Francesco gremita, tante emozioni e poche parole, solo quelle necessarie

Oltre cinque minuti di standing ovation che lui accoglie con la mano sul cuore. Raphael Gualazzi ha chiuso la serie di concerti ternani di Suon Controvento in una piazza San Francesco di San Gemini gremita.

In formazione quintetto, come ormai da anni, il crooner urbinate ha dato vita ad un concerto quasi d’altri tempi: 90 minuti pieni zeppi di musica, pochissime parole che non fossero quelle delle canzoni: solo un break per presentare la band, un altro brevissimo per presentare “Not scared”, il singolo più recente estratto dall’ultimo lavoro “Dreams” (2023) e poi nel finale, per giocare col pubblico.

Il resto è solo musica, intensa: tanti virtuosismi al piano forte, con un Gualazzi che senza concedere troppo spazio alle hit più pop che lo hanno fatto conoscere, conferma ancora una volta come il jazz non abbia nulla da invidiare alle altre musiche di intrattenimento. Poche hit, si diceva: fra queste ovviamente “Follia d’amore”, con cui vinse la sezione Giovani di Sanremo nel 2011: sul palco la propone in versione “Madness of love”, cioè nell’assetto bilingue che gli è valso nello stesso anno il secondo posto ad Eurovision, ma la versione è un mix fra le due perchè la lunghezza è quella del brano sanremese (quello eurovisivo fu accorciato per regolarmento a 3 minuti) e così la parte in inglese suona quasi inedita a chi conosce la versione per l’Eurovision.

Tanto inglese, come tradizione dell’artista, che si alza dal pianoforte solo una volta, per eseguire due brani con l’ukulele. Uno è appunto “Not scared”, il nuovo singolo.  Dopo l’ovazione, un quarto d’ora di bis, aperto da una versione solo pianoforte – senza i musicisti e senza parole – di “Vacanze romane” dei Matia Bazar (Sanremo 1983), con tante svisature come da manuale del jazz. Poi nel finale il coinvolgimento del pubblico, sulle note di una delle canzoni del film Blues Brother.

Gualazzi, come detto, chiude il tris di esibizioni in provincia di Terni della rassegna. Prima c’erano state la perugina Stella Merano in piazza della Libertà a Stroncone, col suo Maniche Tour a consacrare un anno d’oro che l’ha vista anche semifinaliata a Musicultura e Dario Faini aka Dardust sul ponte di Augusto a Narni con lo show del suo ultimo album “Urban Impressionism”: un pomeriggio intenso all’insegna dell’elettronica ma anche dei valori: “”Nei miei progetti artistici c’è sempre un aspetto catartico, positivo – aveva detto l’artista -il desiderio di lenire le ferite per trasformarci in esseri umani migliori”.

 

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