Provincia, la consigliera comunale Gambini portavoce di Bandecchi

Il contratto prevede un compenso lordo annuo pari a 5.000 euro, con la formula del lavoro autonomo. L’incarico è stato conferito in maniera diretta

È ufficiale: Maria Elena Gambini, consigliera comunale di Alternativa Popolare, sarà la nuova portavoce del presidente della Provincia di Terni, Stefano Bandecchi. La nomina è stata formalizzata con un decreto firmato il 5 settembre dallo stesso presidente e dal segretario generale Paolo Ricciarelli. Si tratta di un incarico fiduciario affidato a un soggetto esterno all’amministrazione provinciale, come previsto dalla normativa vigente, per garantire un presidio efficace della comunicazione istituzionale e politica.

Il contratto prevede un compenso lordo annuo pari a 5.000 euro, con la formula del lavoro autonomo. L’incarico è stato conferito in maniera diretta, sulla base del principio dell’“intuitu personae”, e dopo una valutazione dell’idoneità professionale della figura individuata. Il nome di Gambini circolava da settimane come ipotesi più accreditata per questo ruolo, ora diventato operativo.

La portavoce avrà il compito di curare i rapporti tra il presidente e i mezzi di comunicazione, gestendo l’interazione politica e istituzionale con la stampa, con particolare attenzione alla diffusione delle linee strategiche dell’ente e delle posizioni del presidente Bandecchi. Tra le responsabilità previste, figurano anche il monitoraggio della copertura mediatica, la stesura di testi e comunicati, l’organizzazione di incontri pubblici e il supporto nella partecipazione a eventi e iniziative a carattere istituzionale.

Uno degli obiettivi principali sarà quello di rafforzare la percezione del ruolo del presidente della Provincia, valorizzandone l’immagine pubblica attraverso una comunicazione chiara, coerente e capillare. In questo senso, il portavoce dovrà contribuire attivamente alla promozione delle attività dell’ente, lavorando anche alla redazione di articoli e materiali informativi.

Nel documento firmato il 5 settembre si richiama espressamente l’obbligo di riservatezza che vincolerà il portavoce sia durante lo svolgimento dell’incarico sia dopo la sua conclusione, in relazione a tutte le informazioni di natura riservata o contenenti dati personali conosciuti nell’ambito dell’attività svolta.

La nomina si inserisce in un più ampio processo di riorganizzazione dell’apparato di supporto al vertice dell’ente, avviato nei mesi scorsi con la designazione di nuove figure di riferimento, come avvenuto lo scorso luglio con la nomina di Federighi a capo di gabinetto

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