Pastura: “Terni schiacciata da scontro ideologico, nessuno guarda a bilancio che preoccupa”

Il capogruppo di Fratelli d’Italia attacca il dibattito politico cittadino: “Scontro sterile tra estremismi, mentre il bilancio del Comune è allarmante”

“La nostra città non sta morendo di boutade o di kefie, ma di desertificazione economica, sociale e demografica”. Con queste parole, il capogruppo di Fratelli d’Italia Roberto Pastura rompe il silenzio sul clima politico a Terni, denunciando lo scontro ideologico che ha dominato il recente dibattito cittadino.

Secondo Pastura, “in questi giorni il dibattito è stato catturato da uno scontro sterile e fuorviante”, nato da un lato dalle “provocazioni verbali del sindaco Bandecchi”, e dall’altro da una “sinistra massimalista che si presenta in aula con kefie e slogan ideologici”. Due estremismi che, secondo il capogruppo di FdI, “si alimentano a vicenda ma nulla hanno a che vedere con i veri problemi che stanno uccidendo Terni”.

“È giusto condannare parole e atteggiamenti rivoltanti”, precisa Pastura, “ma non posso accettare che Terni diventi un palcoscenico per contrapposizioni vuote e inutili”. La critica è diretta non solo al livello del dibattito, ma anche all’assenza di attenzione verso questioni concrete e gravi come quella del bilancio consolidato del Comune.

“Nessuno parla del bilancio consolidato, il documento più importante perché fotografa la situazione del Comune insieme alle sue partecipate”, denuncia Pastura. Quella fotografia, secondo lui, “è tutt’altro che rassicurante”: le entrate calano, soprattutto nei tributi e nei servizi, segno che il tessuto economico è in affanno. I costi aumentano, non per il personale, ma per le esternalizzazioni: quasi cento milioni spesi in prestazioni di servizi, che significano più spesa e meno controllo”.

Anche la gestione finanziaria preoccupa: “è negativa, paghiamo più interessi di quanti ne incassiamo”, afferma. A ciò si aggiunge un dato allarmante: “gli accantonamenti ai fondi rischi sono passati da trenta a oltre sessanta milioni: un chiaro segnale di contenziosi e passività latenti che gravano sul futuro del Comune”.

Pastura mette in guardia da un possibile tentativo di minimizzare la portata della situazione: “Questi numeri dovrebbero preoccupare tutti, ma vengono ignorati dietro una cortina fumogena di polemiche ideologiche che non cambiano nulla della tragedia in Medio Oriente e, soprattutto, non risolvono i drammi quotidiani di Terni”.

L’appello finale è rivolto ai cittadini: “Ai ternani seri interessa che il Comune si occupi di ciò che conta davvero: bilanci, servizi, sviluppo, lavoro”. E ribadisce: “Non hanno tempo per le manifestazioni ideologiche, perché lavorano, pensano con la loro testa e, pur colpiti dalla tragedia israelo-palestinese, sanno che il contributo più utile è non alimentare la cultura dell’odio quotidiana”.

“Questa è la sfida da raccogliere”, conclude, “ed è su questo terreno che si misura la serietà della politica”.

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