E’ festa per l’Umbria, ma non per tutta. Il Patrono d’Italia, San Francesco, festeggiato il 4 ottobre ad Assisi alla presenza della premier Giorgia Meloni, delle autorità regionali e dei rappresentanti dei comuni umbri, ma quello di Terni non c’era. Come non c’era la Provincia. Non per negligenza, ma perché non invitati. E così, Sara Francescangeli, presidente del Consiglio comunale ternano, polemizza con la Regione dell’Umbria, la quale non avrebbe mandato alcun invito a palazzo Spada e palazzo Bazzani per prendere parte alla giornata di celebrazioni solenni.
TRAZIONE PERUGINA. La presidente Francescangeli affida la sua protesta, o se preferite il suo sfogo, ai suoi canali social, con un post nel quale critica l’atteggiamento della Regione dell’Umbria, dovuto a suo dire anche dal fatto che l’amministrazione comunale ternana non è dello stesso colore politico di quella regionale. Osserva, infatti: “Il Comune e la provincia di Terni, abitualmente invitati per esempio ai festeggiamenti per Santa Rita a Cascia, o a Spoleto per San Ponziano, non sono stati invitati ai festeggiamenti solenni del 4 ottobre ad Assisi, alla presenza del Presidente del Consiglio dei Ministri“. Per Sara Francescangeli, un altro episodio di emarginazione del territorio ternano e di isolamento di chi non ha la stessa idea politica di chi governa la Regione: “San Francesco patrono d’Italia ma non di tutti gli umbri. E la Regione, l’Istituzione di tutti noi, ancora una volta, solo a trazione perugina quando, cosa ancora più grave, non asservita all’ideologia“.
Grave a livello istituzionale, ma tanto lo sappiamo bene che in regione sono “grevi”.
Penso piuttosto che sia ancor più penalizzante in relazione alla figura di st.Valentino, che comunque dovrebbe essere co-consacrato in questo tipo di celebrazione.