L’Umbria è regione sempre più anziana, dove le nascite calano e la popolazione scende e dove i redditi da lavoro sono bassi ed evidenziano diseguaglianza tra uomini e donne. Soddisfa, invece, il contesto del mercato del lavoro nel saldo tra assunzioni e cessazioni, con un’occupazione che in generale cresce pur restando debole. Questo è emerso dal rendiconto sociale 2024 dell’Inps regionale, con dati illustrati nell’aula magna della Scuola lingue estere dell’esercito, a Perugia.
“La regione – dice il presidente del comitato regionale Inps Giuseppe Siniscalchi – si conferma sempre più anziana e poco attrattiva e la popolazione è in continuo calo, con un saldo negativo di nuove nascite e che è solo in parte compensato con un saldo migratorio positivo“. Le retribuzioni ai lavoratori sono sotto la media nazionale. Il dato della disoccupazione giovanile e dell’abbandono scolastico dice che oltre 12.000 ragazzi tra i 15 e i 29 anni non studiano e non lavorano. Inoltre, 41.199 persone beneficiano di ammortizzatori sociali per cessazione di lavoro e 13.806 beneficiano dello stesso strumento per sospensione del rapporto di lavoro. Antonio Di Marco Pizzongolo, direttore regionale Inps Umbria, spiega: “In un contesto di leggero calo della presenza demografica, cresce di occupazione e cala quello di disoccupazione. Sul fronte Inps, gli indici economici stanno migliorando, sono aumentate le entrate contributive e le pensioni“.