“La donazione è vita: il vostro impatto di oggi, lo dico anche da mamma, rimane un segno indelebile di speranza, di amore e di vita”. Queste le parole della presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, che ha partecipato in videocollegamento a un incontro organizzato da Aido (Associazione Italiana Donatori Organi) a Terni. L’incontro ha visto la partecipazione di esperti, volontari e testimoni che hanno raccontato l’importanza della donazione degli organi, con un focus particolare sulla sensibilizzazione dei giovani.
Durante il suo intervento, la presidente Proietti ha sottolineato quanto sia essenziale coinvolgere i giovani nella diffusione della cultura della donazione. “Sensibilizzare i giovani è fondamentale”, ha dichiarato. Questo è un messaggio chiaro: la donazione degli organi non è solo un atto individuale, ma una forma di responsabilità sociale che può salvare vite.
Andrea Colasanti, specialista in anestesia, ha ricordato che ogni cittadino ha l’opportunità di dichiarare la propria volontà di diventare donatore al momento del rinnovo della carta d’identità. Un dato preoccupante è che in Italia ogni anno ci sono ancora oltre ottomila persone in attesa di trapianto. La donazione, quindi, rappresenta una necessità vitale per molti.
Viola Marsiliani, coordinatrice della rete trapianti dell’azienda ospedaliera di Terni, ha spiegato che il trapianto d’organo è l’unico trattamento che può davvero fare la differenza tra la vita e la morte. “Il percorso multidisciplinare coinvolge oltre 300 professionisti tra medici, anestesisti, infermieri e rianimatori, e il ruolo del rianimatore è fondamentale”, ha sottolineato. La legge italiana sulla donazione, risalente al 1993, è una delle più rigorose al mondo, ma nonostante questo, si è registrato un aumento delle opposizioni familiari, segno di una necessità di maggiore educazione e consapevolezza.
Marco Franceschini, avvocato esperto in diritto sanitario, ha trattato gli aspetti legali della donazione, ricordando che il principio che guida la donazione è la disponibilità del proprio corpo e la gratuità dell’atto. “Promuovere il consenso in vita significa togliere ai congiunti il peso di una decisione difficile e dolorosa”, ha affermato Franceschini.
Dal punto di vista etico e spirituale, la teologa Emanuela Buccioni ha spiegato che la donazione non è solo un atto di carità, ma di giustizia. “Il dono degli organi è un atto di amore che trasforma la paura della morte in speranza di resurrezione”, ha detto, citando il Vangelo di Matteo: “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.” Un gesto che incarna l’amore, un atto che dà nuova vita.
Luana Feliziani, psicologa e psicoterapeuta, ha parlato del valore umano della donazione, ricordando che essa rappresenta un collegamento tra le persone. “Donare significa connettere vite”, ha affermato, spiegando che la consapevolezza e il supporto psicologico sono essenziali, sia per i pazienti in attesa di trapianto che per le famiglie che devono prendere decisioni difficili.
Un altro importante contributo è arrivato dagli studenti del liceo artistico O. Metelli di Terni, che hanno creato video e poster per sensibilizzare i giovani alla donazione. L’arte, come sottolineato dalla dottoressa Feliziani, è uno strumento potente per educare e smuovere le coscienze.
La testimonianza di Elisa, che ha raccontato la sua esperienza personale, ha emozionato tutti i partecipanti: “Oggi sono qui perché qualcuno ha detto sì. Ciò che fa la differenza è la sensibilità delle persone.” Un messaggio di speranza che è stato condiviso anche dal dottor Andrea Colasanti, che ha espresso l’auspicio che l’incontro segni l’inizio di un lungo percorso di sensibilizzazione, soprattutto verso i giovani.