Nei giorni scorsi la Sala delle Quattro Virtù del Comune di Orvieto ha ospitato la Commissione Sanità e Sociale, alla presenza del nuovo direttore generale dell’Usl Umbria 2, Roberto Noto. L’incontro, molto atteso da cittadini e consiglieri, ha rappresentato la prima occasione pubblica per affrontare lo stato della sanità territoriale e le prospettive del nuovo piano sociosanitario.
Fin dalle prime battute, Noto ha tracciato un quadro preoccupante della situazione economica dell’azienda sanitaria. “L’Usl Umbria 2 è la più in sofferenza dell’intera regione”, ha affermato, spiegando che l’azienda “si trova a dover gestire un disavanzo strutturale importante” e che “la gestione quotidiana è soggetta a vincoli rigidi e complessi”. Tuttavia, il direttore ha voluto rassicurare i presenti: “Non sono previste chiusure né accorpamenti di strutture. Il nostro obiettivo è rafforzare i servizi e migliorare la qualità delle prestazioni”.
Il nuovo piano sociosanitario, ha spiegato Noto, punta a un aumento della produttività e a un miglioramento dei servizi, mantenendo invariati i posti letto e le strutture attive. “Non possiamo pensare di ridurre, dobbiamo invece rendere più efficiente ciò che già abbiamo”, ha dichiarato, sottolineando la volontà di “costruire una rete ospedaliera più integrata e una sanità territoriale più vicina ai cittadini”.
Per quanto riguarda l’Ospedale di Orvieto, il direttore ha annunciato una serie di interventi mirati. In Urologia è previsto l’arrivo di nuovi medici a tempo determinato, mentre la Chirurgia generale sarà potenziata con un concorso a tempo indeterminato. “Il personale infermieristico sarà rafforzato immediatamente con sette nuove assunzioni, a cui se ne aggiungeranno altre nove nei prossimi mesi”, ha aggiunto. Dal 16 novembre 2025, inoltre, il reparto di Cardiologia accoglierà il nuovo primario, dottor Marco Testa. In Pediatria e Pronto soccorso verrà attivato un “fast track pediatrico”, un percorso dedicato ai bambini con patologie lievi, mentre per la Ginecologia è prevista l’assunzione di un nuovo chirurgo ginecologo. “Il Punto Nascita non è in discussione”, ha confermato Noto, definendo “una priorità assoluta” la sua tutela.
Sul fronte territoriale, l’azienda sanitaria si prepara a nuove assunzioni in Geriatria e Neuropsicologia, settori in cui la carenza di personale è più evidente, oltre al rafforzamento dei servizi di Salute mentale e Dipendenze, dove mancano ancora tre psichiatri. “Vogliamo migliorare anche i servizi di Vulnologia, Pneumologia e Assistenza Domiciliare Integrata”, ha aggiunto, “perché l’assistenza al domicilio dei pazienti cronici rappresenta il futuro della sanità territoriale”.
L’architetto Murina ha illustrato lo stato dei lavori sulle opere strutturali: la Casa della Comunità di Fabro è pronta ma non ancora operativa, mentre ad Orvieto, i lavori per la Casa della Comunità e l’Ospedale di Comunità, realizzati nell’ex Ospedale in centro, dovrebbero concludersi entro marzo 2026. Sono stati inoltre confermati gli investimenti per il miglioramento sismico dell’Ospedale e per l’ampliamento e la riqualificazione del Pronto Soccorso, per un valore complessivo di oltre 4 milioni di euro. L’azienda prevede anche la vendita di due immobili di valore – uno a Roma, in piazza Nicosia, e l’attuale distretto sanitario di via Postierla – i cui proventi verranno reinvestiti in nuovi progetti sanitari.
Nonostante le dichiarazioni del direttore, numerosi punti sono rimasti irrisolti, come ha sottolineato il Comitato Orvietano per la Salute Pubblica, che ha espresso preoccupazione per la mancanza di risposte su questioni strategiche come la vocazione dell’ospedale, il rafforzamento della Cardiologia, gli accordi interregionali per la mobilità attiva, il potenziamento dei consultori e la riduzione delle liste d’attesa. Il Comitato ha inoltre segnalato “una dissociazione evidente tra gli investimenti in edilizia sanitaria e quelli sul personale”, chiedendo maggiore equilibrio nella distribuzione delle risorse.
Il Comitato ha infine evidenziato la necessità di un dibattito pubblico più ampio e partecipato. “L’incontro in Commissione non può esaurire un confronto così importante”, hanno affermato i rappresentanti del Comitato, proponendo la convocazione di un Consiglio Comunale aperto alla cittadinanza, come avvenuto a Spoleto nei mesi scorsi, “per garantire trasparenza, ascolto e risposte concrete ai cittadini”.