A Roma è iniziato il 12 Ottobre il processo a carico di Mark Antony Samson, accusato del femminicidio della sua ex fidanzata Ilaria Sula, avvenuto lo scorso marzo. Il giovane, reo confesso del delitto, ha assistito all’udienza dal gabbiotto dei detenuti, mantenendo la testa bassa e senza incrociare lo sguardo dei genitori della vittima, presenti in aula con una maglietta con la foto della loro figlia e la scritta “Giustizia per Ilaria”.
La Procura di Roma ha chiesto e ottenuto il giudizio immediato per Samson, accusato di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, dai futili motivi, dalla relazione affettiva con la vittima e dall’occultamento del cadavere. Durante l’udienza, i genitori di Ilaria, visibilmente commossi, hanno espresso il loro desiderio di giustizia per la figlia, senza alcun interesse nei confronti di Samson. “Di lui non ci interessa nulla,” hanno detto, ricordando che la loro figlia non c’è più e che l’unico obiettivo ora è ottenere giustizia.
Il loro avvocato, Giuseppe Sforza, ha sottolineato quanto difficile fosse per i genitori trovarsi di fronte all’uomo che ha ucciso la loro figlia. Il legale ha anche ricordato che, nonostante tutto, il cuore della vicenda è rappresentato dalla tragedia di una giovane vita spezzata. Sforza ha anche sottolineato che, pur essendo individuato un colpevole, permangono alcune incertezze nella ricostruzione dei fatti.
Secondo l’accusa, sebbene sia accertato che la ragazza sia stata indotta a recarsi a casa di Samson la sera del 25, gli elementi disponibili non chiariscono pienamente cosa sia accaduto la mattina del 26.
L’Università La Sapienza, dove Ilaria Sula era iscritta al corso di Statistica, ha chiesto di costituirsi parte civile nel processo. Samson, che frequentava Architettura, aveva finto di aver superato alcuni esami, e proprio la scoperta della sua falsificazione è stata una delle cause che ha alimentato il conflitto culminato nell’omicidio di Ilaria. L’avvocato Roberto Borgogno, legale dell’Ateneo, ha spiegato che la giovane era molto impegnata negli studi, mentre l’imputato non aveva dimostrato lo stesso interesse.
Oltre all’università, diverse associazioni hanno chiesto di costituirsi parte civile, tra cui Penelope Lazio, Associazione Italiana Vittime Vulnerabili e Insieme a Marianna, a sostegno delle vittime di violenza di genere. I giudici scioglieranno la riserva sulla richiesta di costituzione parte civile nella prossima udienza, fissata per il 9 dicembre.
Nel frattempo, l’indagine ha coinvolto anche la madre di Samson, accusata di concorso in occultamento di cadavere. La sua posizione non è stata inclusa nel processo principale, ma ha chiesto di patteggiare una pena di due anni, con la decisione attesa per il 28 novembre.
Nel provvedimento di custodia cautelare del gip Antonella Minunni, che ha convalidato il fermo di Samson, si evidenziava l’atteggiamento di autocontrollo e lucidità mostrato dall’imputato dopo l’omicidio. Nonostante avesse più volte dichiarato di non poter vivere senza Ilaria, una volta commesso il delitto e occultato il corpo della giovane, Samson ha continuato a condurre una vita apparentemente normale, senza mostrare segni di turbamento.