La Regione: “Nessun permesso da parte nostra per l’antenna di Collepaese”

Smentita al sindaco: "Non è nostra competenza". De Luca lancia un tavolo di confronto

La Regione dell’Umbria non ha rilasciato alcun permesso per installare l’antenna a 5g a Collepaese. Una precisazione che arriva da palazzo Cesaroni, dopo l’incontro avvenuto fuori da palazzo Spada tra il sindaco di Terni Stefano Bandecchi e un gruppo di cittadini della zona che non vogliono l’antenna in quant troppo vicina alle loro case. Il primo cittadino, infatti, aveva detto ai residenti stessi che l’intervento aveva, per l’appunto, i permessi della Regione. Quest’ultima, invece, smentisce: nessun permesso, in quanto l’ente regionale “non rilascia autorizzazioni per la realizzazione di impianti di questo tipo, né è stata chiamata ad esprimere pareri nell’ambito delle procedure in questione. In merito all’installazione di tali impianti“. Rilasciare queste autorizzazioni, dunque, è di competenza del Comune, che opera come “amministrazione procedente della Conferenza di Servizi“.

LE COMPETENZE. La Regione, su questo, dice: “La determinazione del Comune di Terni documenta l’assenza di qualunque intervento o decisione riconducibile alla Regione Umbria. Come si evince gli enti e gli uffici coinvolti nella Conferenza di Servizi decisoria hanno visto partecipare, come prassi, Arpa Umbria per le valutazioni tecnico-scientifiche sul rispetto dei limiti di esposizione ai campi elettromagnetici. Come emerge dalle documentazioni autorizzative assunte dal Comune di Terni nel procedimento in questione, sono stati interessati l’ufficio edilizia produttiva e l’ufficio ambiente del Comune di Terni e nelle varie fasi del procedimento hanno partecipato anche l’Ufficio viabilità del Comune di Terni e il Servizio viabilità della Provincia di Terni per le competenze specifiche“. Arpa, inoltre, si limita a verificare che i livelli emissivi rientrino nei valori della norma.

ARRIVA IL TAVOLO DI CONFRONTO. Sulla vicenda, prende parola anche Thomas De Luca, assessore all’ambiente della Regione. “Esprimo massima vicinanza ai cittadini del Comitato di Strada dei mandrilli – afferma – ma questa è l’ennesima dimostrazione di come la mancanza di una efficace comunicazione e l’assenza di pianificazione urbanistica per la localizzazione degli impianti possa essere all’origine di gravi criticità che impattano sulla sfera individuale e collettiva. La stessa attenzione rivolta nei mesi passati all’impatto paesaggistico dell’installazione di pale eoliche e impianti fotovoltaici andrebbe dedicata anche quando si rilasciano autorizzazioni di questo tipo. Un caso diverso ma simile a quello della cabina primaria di Ferentillo, dove i danni lasciati da chi ci ha preceduto sono diventati irreversibili. Siamo a piena disposizione del Comitato per fare massima chiarezza sulla vicenda e per supportare il Comune nell’adozione di strumenti che la legge consente di adottare per disciplinare preventivamente le aree di installazione e conciliare così lo sviluppo tecnologico con la tutela della salute e del paesaggio. Al fine di fare piena trasparenza, esaminare la documentazione, chiarire se siano stati rispettati i termini di comunicazione previsti dalla normativa e trovare soluzioni condivise aiutando il Comune a capire come si possa procedere celermente all’adozione di un proprio regolamento, nonché alla luce delle comprensibili preoccupazioni della cittadinanza, la Regione Umbria ha convocato nei prossimi giorni un tavolo di confronto istituzionale con la partecipazione del comitato cittadino“.

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