Il Punto di Primo Intervento di Amelia, in provincia di Terni, è operativo solo in 11 giorni su 30 nel mese di novembre, a fronte delle promesse di piena funzionalità fatte negli scorsi mesi dalla Regione Umbria. La denuncia arriva dalla consigliera regionale di Forza Italia Laura Pernazza, che nel recente question time a Palazzo Cesaroni ha riportato una situazione che definisce “inaccettabile”, parlando di un servizio dimezzato e privo di trasparenza verso cittadini e istituzioni locali.
Secondo quanto segnalato, il servizio sanitario del comune umbro, ridimensionato già nel 2022 con la chiusura del Pronto soccorso e sostituito con un punto di primo intervento H12, starebbe progressivamente perdendo funzionalità. La causa sarebbe da ricondurre alla carenza di personale medico, in particolare per il trasferimento di un professionista verso la struttura di Narni, che avrebbe provocato una riallocazione interna delle risorse penalizzando Amelia. Il sindaco non sarebbe stato informato del nuovo assetto operativo e i cittadini si sarebbero trovati privi di copertura nei restanti 19 giorni del mese, senza alcun avviso formale.
A replicare alle critiche è stata la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, che ha confermato il mantenimento del punto H12 per tutto il 2024 e il 2025, specificando che gli accessi registrati nel 2025 (2.456) sono in linea con quelli del 2024 ma ben al di sotto della soglia minima (6.000 accessi annui) prevista dalla normativa nazionale per garantire la permanenza dei punti di primo intervento. Secondo quanto indicato dal DM 70, quando i numeri sono inferiori a questa soglia, la struttura dovrebbe essere affidata al 118 come postazione territoriale.
La presidente ha ribadito che, nonostante le criticità, il servizio ad Amelia non è in discussione e che sono già in corso interventi per colmare la mancanza di personale sanitario, principale causa dei disservizi. Tuttavia, la spiegazione non ha convinto Pernazza, che ha criticato la giunta per l’ambiguità delle risposte e la mancata comunicazione istituzionale: “Non si può definire operativo un servizio attivo solo 11 giorni al mese”, ha dichiarato, “questa modalità a singhiozzo non è sostenibile, soprattutto in un territorio che ha già dovuto accettare il ridimensionamento del presidio sanitario”.
La consigliera ha poi ricordato che il punto di primo intervento ad Amelia era stato mantenuto in attività, seppur con orario ridotto, proprio in attesa della realizzazione del nuovo ospedale Narni-Amelia, sottolineando come tale soluzione fosse solo temporanea. In questo contesto, ha chiesto alla Regione di rispettare l’impegno preso e garantire la piena operatività del presidio, senza ulteriori interruzioni o riduzioni non comunicate.
Nel frattempo, i cittadini continuano a rivolgersi direttamente ai punti di soccorso di Narni e Terni, con un potenziale aumento della pressione su queste strutture e rischi concreti per chi soffre di patologie tempo-dipendenti. A preoccupare maggiormente è la mancanza di una comunicazione chiara e tempestiva: la chiusura del presidio, anche se temporanea, può avere ripercussioni gravi se non gestita con la necessaria trasparenza.