Secco e deciso no alla chiusura dei punti di Superconti a Terni. I sindacati si uniscono e si ritrovano in un presidio davanti a uno dei punti vendita ternani della catena, quello di via XX settembre, per manifestare la loro contrarietà. Prima il corteo lungo le strade, poi la postazione di presidio di fronte agli ingressi del centro commerciale, con tanto di striscioni di protesta per sensibilizzare anche la cittadinanza sul problema che sta tenendo in ansia tante famiglie di tanti lavoratori. Si va contro le decisioni di Unicoop Etruria, arrivate il primo dicembre 2025, di procedere al taglio di punti vendita anche a Terni e nella sua provincia, con posti di lavoro a rischio. La vertenza riguarda infatti la chiusura di dieci punti vendita in Umbria, di cui 4 Superconti in provincia di Terni, con 180 addetti che rischiano di perdere il loro posto.
La vertenza
Al presidio hanno perso parte i sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil di terziario e servizi. Il taglio sarebbe conseguenza della fusione di Unicoop Tirreno e Coop Cento Italia, con la prospettiva di 24 punti vendita in totale dismessi e con 340 posti di lavoro complessivamente a rischio. C’è anche in ballo la riduzione di personale nelle due sedi di Vignale e di Castiglione del Lago dove sono compresi anche i lavoratori e le lavoratrici di Superconti sede di Terni. Tra l’altro, di recente gli stessi sindacati avevano annunciato che era saltata ogni trattativa con l’azienda, chiedendo alle istituzioni di scendere in campo per affrontare la situazione anche nelle sedi politiche.
La lotta prosegue
Nel presidio di via XX settembre, nel loro grido congiunto, i sindacati di categoria hanno ribadito che non staranno a guardare e non accetteranno in maniera passiva decisioni aziendali che comportino come conseguenza la perdita di punti vendita e di posti di lavoro. La richiesta, ora, è quella di fare in modo che l’azienda torni sui suoi passi e scongiuri decisioni drastiche. All stesso tempo, si preannunciano nuove iniziative di lotta nel caso in cui l’azienda non riaprisse il dialogo con le organizzazioni sindacali di categoria, per aprire un tavolo e individuare un percorso condiviso. Arriva, intanto, una nuova data, quella dl 22 dicembre, quando è previsto un tavolo in Regione nel quale azienda e sindacati saranno chiamati a discutere sulla vertenza e su possibili soluzioni alla stessa.