Il Comune di Terni cercherà di reperire nuove risorse finanziarie per completare la ricostruzione del teatro Verdi anche per le rifiniture, il materiale scenico e gli arredi. Un passaggio che negli atti della precedente amministrazione mancava. Il Consiglio comunale lo ha recepito nella seduta del 12 gennaio, approvando un atto di indirizzo della consigliera di maggioranza Federica Mengaroni (Alternativa popolare). Si completerebbe così l’intervento per il teatro ternano, che in base ai tempi previsti dovrebbe essere pronto entro giugno, o comunque entro la fine dell’anno in corso.
L’omissione
La stessa firmataria, che parla anche a nome del gruppo, spiega proprio il motivo che l’ha portata a chiedere questa integrazione con la richiesta di questi finanziamenti. “Nel corso della precedente consiliatura – sostiene – sono stati programmati e trovati dei finanziamenti per il teatro Verdi che prevedono il recupero e la ristrutturazione con i lavori del primo e secondo stralcio, attraverso fondi Pnrr, con l’obiettivo di riqualificare l’intera struttura attraverso un adeguamento sismico, impiantistico (luci, meccanici, antincendio) e funzionale dell’intero edificio. Ma nei lavori del primo e secondo stralcio e nella progettazione degli stessi, non sono state inserite e previste le risorse economiche per il completamento con gli arredi, il materiale scenico, le rifiniture e quant’altro necessario in modo che il teatro possa poi essere reso fruibile, dopo tanti anni, appena terminati i lavori“.
I tempi
Si fa anche riferimento alla Prima Commissione consiliare, la quale ha già preso in esame la cosa con un’audizione e dei sopralluoghi insieme ai due Rup, Piero Giorgini e Matteo Bongarzone. A ottobre 2025, nell’ultimo sopralluogo, è stato riportato che i lavori sono in fase di avanzamento rispettivamente per il 60 % per il primo stralcio e per il 20% per il secondo stralcio, confermando che entrambi gli interventi saranno terminati nelle tempistiche previste nel rispetto dei fondi Pnrr, cioè probabilmente entro Giugno 2026 e, in ogni caso, entro il 31 dicembre sempre del 2026.