Orvieto, l’eolico della discordia, Comune contro Regione: “Noi lasciati soli”

Al Tar dell’Umbria il Comune si costituisce nel ricorso Rwe, polemica sulla mancata presenza regionale e botta e risposta tra Tardani e De Luca.

Il Comune di Orvieto si è costituito in giudizio davanti al Tribunale amministrativo regionale dell’Umbria nell’udienza relativa al ricorso promosso da Rwe Renewables Italia srl contro il diniego della Regione Umbria all’autorizzazione unica per la costruzione e l’esercizio del parco eolico “Phobos”. L’udienza si è tenuta nei giorni scorsi e il giudice amministrativo si è riservato la decisione sulla richiesta di sospensiva cautelare, rinviando a una successiva udienza la trattazione del merito della controversia.

A chiarire la posizione dell’amministrazione comunale sono intervenuti la sindaca di Orvieto Roberta Tardani e l’assessore all’Ambiente Andrea Sacripanti, che hanno definito la costituzione in giudizio “un atto dovuto ma non formale”. “Non intendiamo arretrare di un metro sulla difesa del nostro territorio da progetti altamente impattanti e senza ricadute dirette sullo sviluppo”, hanno dichiarato, sottolineando come il Comune sia stato l’unico soggetto istituzionale a presentare una memoria difensiva nell’udienza.

Secondo Tardani e Sacripanti, la presenza del Comune avrebbe rappresentato “un vero e proprio argine”, poiché in assenza di costituzioni il giudice avrebbe potuto pronunciarsi anche nel merito. Nella memoria depositata, il Comune ha rivendicato il diritto ad avere un ruolo attivo in un procedimento ritenuto “così importante e complesso”, contestando l’ipotesi che un cavillo procedurale possa limitare l’azione dell’ente locale su decisioni che incidono direttamente sul territorio.

La presa di posizione del Comune ha aperto un confronto diretto con la Regione Umbria, accusata inizialmente di non essersi costituita in giudizio nonostante annunci in tal senso. A stretto giro è arrivata la replica dell’Avvocatura regionale, che ha respinto “con forza ogni accusa di disinteresse”, precisando che la Giunta regionale, con deliberazione n. 1365 del 30 dicembre 2025, ha formalmente deciso la costituzione in giudizio davanti al Tar Umbria contro il ricorso di Rwe Renewables Italia srl.

L’attacco della Regione

Secondo la Regione, la sentenza del Consiglio di Stato avrebbe reso “superfluo e inutile il passaggio sulla sospensiva cautelare”, motivo per cui è stata scelta una difesa diretta nel merito, in quanto la Regione è “l’unica autorità competente a dare esecuzione a quanto stabilito dal Consiglio di Stato e a difendere l’esito negativo della Conferenza dei servizi”. L’Avvocatura ha ribadito che “nessuna controparte, nemmeno il Comune di Orvieto, è lasciata sola”.

Chiamato in causa direttamente, l’assessore regionale all’Ambiente Thomas De Luca ha parlato di “strumentalizzazione politica priva di fondamento giuridico e amministrativo”, affermando che la Regione “non ha mai abbandonato il campo”. De Luca ha inoltre richiamato il contesto nazionale, sostenendo che l’origine del problema risalirebbe a un provvedimento del Governo centrale del 27 giugno 2023, firmato da Giorgia Meloni, e all’inerzia della precedente giunta regionale. “L’attuale Giunta regionale è stata l’unica istituzione a concludere l’iter autorizzativo con un esito negativo, ponendo un argine concreto”, ha affermato, citando anche la legge regionale n. 7/2025, impugnata dal Governo.

La replica del Comune

Alle dichiarazioni dell’assessore regionale è seguita una dura controreplica del Comune di Orvieto. “Rimaniamo sinceramente basiti dei toni aggressivi”, hanno affermato Tardani e Sacripanti, respingendo le accuse di diffusione di fake news. Secondo l’amministrazione comunale, “nell’udienza al Tar la Regione Umbria non risulta costituita in giudizio né aver depositato memorie”, un dato che definiscono “verità verificabile negli atti del fascicolo processuale”.

Il Comune contesta inoltre la tesi regionale sulla sospensiva, rivendicando la scelta di essersi costituito “sin da subito” come elemento determinante per evitare una pronuncia immediata dei giudici. Viene poi sottolineato che “approvare una delibera di Giunta non equivale alla costituzione in giudizio”, poiché è necessario il deposito formale degli atti processuali. Sul piano politico-istituzionale, Tardani e Sacripanti chiedono dialogo, collaborazione e risposte concrete, ribadendo che il Comune “non è pregiudizialmente contrario alle energie rinnovabili”, ma pretende il rispetto delle procedure, del ruolo degli enti locali e della compatibilità territoriale dei progetti.

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2 mesi fa

𝐁𝐚𝐬𝐭𝐚 𝐬𝐭𝐫𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢, 𝐥𝐚 𝐑𝐞𝐠𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐥𝐚𝐬𝐜𝐢𝐚 𝐝𝐚 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐧𝐞𝐬𝐬𝐮𝐧 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨 Al contrario di quanto affermato dalla sindaca di Orvieto, la Giunta regionale con DGR 1365 del 30 dicembre 2025 ha provveduto formalmente alla costituzione in giudizio dinanzi al TAR Umbria contro il ricorso di RWE Renewables Italia Srl avverso al diniego all’autorizzazione da parte della Regione del progetto eolico Phobos. Sgombriamo subito il campo da narrazioni distorte. Quanto dichiarato dalla sindaca Tardani riguardo “la mancata costituzione in giudizio al Tar della Regione Umbria sul progetto eolico Phobos” è falso e fuorviante. L’accusa di disinteresse è una mera strumentalizzazione priva di… Leggi il resto »

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