Il nuovo statuto del Comune di Terni, approvato dal Consiglio comunale, mette mano anche agli indennizzi percepiti dai consiglieri. Una novità che, attraverso un calcolo preciso, dovrebbe scongiurare compensi e aumenti fuori proporzione di quanto è dovuto a chi esercita la funzione di membro del Civico consesso ternano. Si stabilisce anche che i gettoni di presenza non fanno più riferimento a quanto percepisce il sindaco.
Le variazioni
Nel passaggio legato ai compensi ai consiglieri, il nuovo statuto comunale ne stabilisce intanto la corresponsione solo per l’effettiva partecipazione alle singole sedute consiliari e alle singole riunioni delle commissioni. L’ammontare del gettone di presenza viene determinato dal Consiglio comunale, nel rispetto delle norme di legge. E’ stato invece abolito il passaggio in cui si stabiliva che l’ammontare del gettone dovesse essere commisurato all’indennità mensile corrisposta al sindaco e non ne dovesse essere inferiore ad un sessantesimo, nè un consigliere potesse percepire più di un terzo di quanto spettava mensilmente al primo cittadino.
𝗚𝗘𝗧𝗧𝗢𝗡𝗘 𝗱𝗼𝗽𝗼 𝗚𝗘𝗧𝗧𝗢𝗡𝗘
𝗱𝗼𝗽𝗼 𝗮𝘃𝗲𝗿 𝗮𝘀𝘀𝗶𝘀𝘁𝗶𝘁𝗼 𝗮 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗶 𝗖𝗼𝗻𝘀𝗶𝗴𝗹𝗶 𝗖𝗼𝗺𝘂𝗻𝗮𝗹𝗶, 𝗳𝗮𝗰𝗰𝗶𝗼 𝘂𝗻𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗶𝗱𝗲𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲𝘃𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗲: 𝗮𝗹𝗰𝘂𝗻𝗶 “𝗚𝗘𝗧𝗧𝗢𝗡𝗜 𝗣𝗢𝗟𝗜𝗧𝗜𝗖𝗜” 𝗮𝗻𝗱𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲𝗿𝗼 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗮𝘁𝗶.
𝗖𝗵𝗶 𝗵𝗮 𝘀𝗰𝗲𝗹𝘁𝗼 𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗼 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗶𝗴𝗹𝗶𝗲𝗿𝗲 𝗱𝗼𝘃𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲 𝗾𝘂𝗮𝗻𝘁𝗼𝗺𝗲𝗻𝗼 𝗿𝗶𝗰𝗵𝗶𝗮𝗺𝗮𝗿𝗹𝗼, 𝘀𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗼𝘀𝘁𝗶𝘁𝘂𝗶𝗿𝗹𝗼, 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗶𝗹 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗿𝗼𝗻𝘁𝗼 𝘀𝗶 𝗿𝗶𝗱𝘂𝗰𝗲 𝗮 𝘀𝘁𝗲𝗿𝗶𝗹𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗮𝗽𝗽𝗼𝘀𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗮𝗻𝘇𝗶𝗰𝗵𝗲́ 𝗮 𝘀𝗼𝗹𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗰𝗼𝗻𝗰𝗿𝗲𝘁𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗮 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮̀ 𝗱𝗶 𝗧𝗲𝗿𝗻𝗶.