La frana avvenuta a Strettura e le chiusure sulla SS3 Flaminia tra Spoleto e Terni hanno nuovamente reso evidente la centralità della Strada Statale 209 Valnerina, che è tornata a svolgere il ruolo di arteria alternativa per il traffico deviato, in particolare quello pesante. A sottolinearlo è Fabio Di Gioia, Sindaco di Arrone e Consigliere Provinciale, intervenuto per commentare le conseguenze infrastrutturali e viarie degli ultimi eventi accaduti in Valnerina.
Secondo i dati ANAS, nel tratto Terni–Scheggino, nel 2025 si è registrato un traffico medio giornaliero superiore ai 6.000 veicoli, di cui oltre il 12% composto da mezzi pesanti. Un valore che cresce sensibilmente ogni volta che la Flaminia viene chiusa o limitata, come avvenuto in questi giorni a causa della frana che ha colpito la scarpata al km 112, nel comune di Spoleto.
Per Di Gioia, la SS209 non può più essere trattata solo come infrastruttura di emergenza, ma deve essere valorizzata in una prospettiva strutturale: “Questo uso straordinario ricade negativamente sulla viabilità ordinaria, sulla sicurezza stradale e sulla qualità della vita dei residenti, che utilizzano quotidianamente la Valnerina per lavoro, studio e spostamenti locali”.
In quest’ottica, il sindaco accoglie con favore la decisione della Regione Umbria di destinare circa 1 milione di euro per uno studio di fattibilità relativo alla costruzione di una nuova arteria in Valnerina. “È un primo passo importante – ha dichiarato – ma ora occorre valutare concrete ricadute per i cittadini e per il comparto turistico, affinché la Valnerina possa essere pienamente inclusa nei progetti di sviluppo infrastrutturale regionale”.
Nel suo intervento, Di Gioia ha anche sollecitato ANAS, gestore sia della SS209 Valnerina che della SS3 Flaminia, a programmare interventi di miglioramento sull’infrastruttura esistente. Tra le priorità, ha evidenziato la necessità di chiarimenti sui tempi di eventuali manutenzioni previste per il ponte Terni–Rieti, struttura strategica per la mobilità dell’intero comprensorio. “Le soluzioni temporanee non sono più sostenibili, soprattutto per i mezzi pesanti, vista l’obsolescenza di alcuni tratti e l’aumento costante del traffico”.
Il messaggio è chiaro: la Valnerina deve uscire dalla logica dell’eccezionalità ed entrare in un quadro stabile di programmazione e investimenti, che metta al centro le esigenze delle comunità locali e la loro capacità di crescita economica. “Chi vive e lavora in queste zone – ha concluso Di Gioia – ha diritto a pari opportunità di sviluppo, a una viabilità sicura e funzionale e a risposte certe da parte degli enti preposti”