La crisi del settore chimico e manifatturiero del ternano si aggrava con due vertenze che rischiano di compromettere centinaia di posti di lavoro. La Filctem Cgil di Terni ha denunciato giovedì 29 gennaio la situazione drammatica di Sangraf di Narni e Moplefan di Terni, entrambe ferme da mesi e con i lavoratori in grave difficoltà economica. L’assemblea generale del sindacato ha lanciato un appello urgente alle istituzioni per evitare la dispersione di competenze strategiche nel territorio umbro.
Sangraf Narni: stabilimento fermo da aprile, attesa per il protocollo
Lo stabilimento Sangraf di Narni risulta completamente fermo dall’aprile 2024. La Regione Umbria ha aperto un tavolo di confronto per elaborare un piano di ripartenza degli impianti, durante il quale la proprietà aziendale avrebbe manifestato disponibilità alla ripresa produttiva.
Nell’ultimo incontro, sollecitato dai sindacati e dalle istituzioni, l’azienda si è impegnata a sottoscrivere un protocollo di intesa che prevede il mantenimento della produzione nello stabilimento narnese, un piano di manutenzione degli impianti, l’acquisizione di ordinativi per materie prime e una data precisa per la ripartenza. Il documento dovrebbe inoltre garantire il pagamento delle spettanze e degli istituti contrattuali nei tempi stabiliti, con rientro entro febbraio del versamento degli arretrati del fondo.
I sindacati attendono in questi giorni di ricevere il protocollo per verificare gli impegni assunti e procedere alla firma dell’accordo. L’assemblea della Filctem ha richiesto l’intervento straordinario delle istituzioni e, se necessario, del Ministero delle imprese e del made in Italy (Mimit) per garantire la tutela dei lavoratori e dell’unica realtà italiana specializzata nella produzione di elettrodi per forni fusori di acciaio ad arco elettrico.
Moplefan Terni: un anno di fermo produttivo e debiti in crescita
La situazione della Moplefan di Terni appare ancora più complessa. L’azienda è ferma da quasi un anno a causa della mancanza di liquidità necessaria alla prosecuzione dell’attività produttiva. Il capitale debitorio continua ad aumentare e nel mese corrente è stata attivata la procedura di composizione negoziale del debito con i creditori.
Il tavolo di crisi al Mimit, istituito per facilitare il dialogo tra il sistema bancario e l’azienda, non ha prodotto i risultati attesi. Dopo sei mesi di confronti e incontri tecnici, gli istituti di credito hanno deciso di non concedere alcuna linea di finanziamento all’impresa ternana.
La nuova strategia individuata prevede il subentro di un socio nel capitale sociale, già identificato dall’attuale proprietà, e l’intervento di Invitalia come garanzia. Quest’ultima iniziativa è attualmente in fase di valutazione da parte del Ministero per verificarne la percorribilità, ma permangono incertezze sui tempi necessari per completare le verifiche.
Lavoratori senza stipendi: mancano tredicesima e spettanze di dicembre
L’aggravarsi delle difficoltà di liquidità ha portato al collocamento di tutti i lavoratori Moplefan in cassa integrazione straordinaria (Cigs). Il personale non ha percepito le spettanze di dicembre, la tredicesima mensilità, il fondo previdenza, i buoni pasto e altri istituti contrattuali.
Un’ispezione dell’Ispettorato del lavoro ha ulteriormente complicato la situazione, causando il protrarsi dei tempi per il rinnovo della Cigs che dovrebbe garantire copertura ai lavoratori dal 1° dicembre 2025 per un altro anno.
La Filctem di Terni ha chiesto al Ministero del lavoro di impegnarsi per garantire strumenti di tutela dei lavoratori a partire dal 1° dicembre scorso. Al Mimit viene invece richiesto di valutare al più presto la percorribilità del supporto di Invitalia e di favorire la ripartenza dello stabilimento, evitando la dispersione di potenzialità e professionalità di una fabbrica strategica per il territorio.
L’appello per una cabina di regia territoriale
L’assemblea sindacale si è conclusa con un appello alle istituzioni locali affinché attivino una cabina di regia territoriale con i sindacati per affrontare tutte le crisi che investono il settore chimico e manifatturiero. L’obiettivo è favorire l’applicazione degli strumenti legislativi nazionali e territoriali disponibili, tra cui l’area di crisi complessa, i fondi Fsc e Zes, e tutti gli altri strumenti a supporto dell’industria e del manifatturiero sul territorio ternano.
𝗧𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗽𝗮𝗿𝗹𝗮𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝘀𝗮𝗹𝘃𝗮𝘁𝗮𝗴𝗴𝗶 𝗲 𝗿𝗲𝗴𝗶𝗲, 𝗺𝗮 𝗹𝗲 𝘀𝗼𝗹𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗿𝗲𝗮𝗹𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗽𝗼𝗰𝗵𝗶𝘀𝘀𝗶𝗺𝗲 𝗲 𝗰𝗵𝗶 𝗹𝗲 𝘀𝘁𝗮 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗿𝘂𝗲𝗻𝗱𝗼 𝗱𝗮𝘃𝘃𝗲𝗿𝗼 𝘀𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗲 𝗱𝗶𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝘂𝗻𝗮 𝗺𝗮𝗻𝗼.
𝗦𝗮𝗻𝗴𝗿𝗮𝗳 𝗻𝗼𝗻 𝗵𝗮 𝗯𝗶𝘀𝗼𝗴𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝘁𝗮𝘃𝗼𝗹𝗶 𝗶𝗻𝗳𝗶𝗻𝗶𝘁𝗶 𝗻𝗲́ 𝗱𝗶 𝗮𝗻𝗻𝘂𝗻𝗰𝗶, 𝗺𝗮 𝗱𝗶 𝘂𝗻𝗮 𝗿𝗶𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗶𝗻𝗱𝘂𝘀𝘁𝗿𝗶𝗮𝗹𝗲 𝘃𝗲𝗿𝗮, 𝗰𝗼𝗻 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗶 𝗰𝗲𝗿𝘁𝗶 𝗲 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗼𝗻𝘀𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗰𝗵𝗶𝗮𝗿𝗲.
𝗖𝗵𝗶 𝗼𝗴𝗴𝗶 𝗰𝗿𝗲𝗮 𝗰𝗼𝗻𝗳𝘂𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲, 𝗮𝗺𝗯𝗶𝗴𝘂𝗶𝘁𝗮̀ 𝗼 𝗽𝗲𝗴𝗴𝗶𝗼 𝘁𝗿𝗮𝗽𝗽𝗼𝗹𝗲, 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝘁𝗮 𝗱𝗶𝗳𝗲𝗻𝗱𝗲𝗻𝗱𝗼 𝗶 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗻𝗲́ 𝗶𝗹 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼: 𝗿𝗲𝗺𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗹’𝘂𝗻𝗶𝗰𝗮 𝘀𝗼𝗹𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝘁𝗿𝘂𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮𝗹𝗲 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲.
𝗜𝗹 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼 𝗲̀ 𝗳𝗶𝗻𝗶𝘁𝗼.
𝗢 𝘀𝗶 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗮 𝘀𝘂𝗹 𝘀𝗲𝗿𝗶𝗼,
𝗼 𝘀𝗶 𝗮𝗯𝗯𝗶𝗮 𝗶𝗹 𝗰𝗼𝗿𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝗱𝗶𝗿𝗹𝗼.