“Emergenza continua e personale al collasso: così la sanità ternana muore”

Il sindacato Usb attacca la giunta Proietti: personale allo stremo, pronto soccorso al collasso e 800mila euro di indennità bloccate

ttore Magrini, rappresentante legale Usb pubblico impiego Umbria, lancia un duro attacco alla presidente della Regione Umbria Stefania Proietti dopo un anno di governo regionale. Il sindacato denuncia il mancato rispetto degli impegni presi con cittadini e lavoratori della sanità, evidenziando criticità su assunzioni, sicurezza sul lavoro e gestione dell’emergenza-urgenza. La denuncia si concentra su dati ufficiali dell’assemblea legislativa che certificano solo 284 unità reclutate su 711 promesse entro il 2025, pari al 40% dell’obiettivo dichiarato.

Il nodo delle assunzioni mancate

I numeri presentati dall’Usb fotografano una situazione critica nel reclutamento del personale sanitario regionale. Le 711 assunzioni annunciate per il 2025 sono rimaste in gran parte sulla carta, con appena 284 nuove unità effettivamente inserite negli organici. Il sindacato contesta la giustificazione fornita dalla presidente Proietti, che aveva indicato come ostacoli gli stipendi non competitivi, il turnover elevato e le difficoltà nel coprire le aree interne della regione.

Per l’Usb si tratta di “una resa totale alle politiche delle compatibilità economiche” che smentisce la narrazione di una sanità in ripresa. Magrini sottolinea come i problemi non risolti si accumulino, aggravando una situazione già deteriorata dall’amministrazione precedente.

Sicurezza sul lavoro: carenze strutturali nei reparti

Il rappresentante sindacale punta il dito contro le condizioni di lavoro nei reparti e nei pronto soccorso umbri, dove nonostante l’esistenza di leggi e protocolli, la carenza di personale rende impossibile garantire standard adeguati. Ogni infermiere segue tra 15 e 20 pazienti per turno, il doppio dello standard ottimale internazionale riconosciuto per garantire assistenza di qualità.

Ancora più grave la situazione degli operatori socio-sanitari (Oss), ridotti a numeri “ridicoli” secondo l’Usb, con rapporti che arrivano a 1 Oss ogni 30 pazienti. Il sindacato denuncia inoltre che questi professionisti vengono spinti a svolgere mansioni infermieristiche senza possedere la qualifica necessaria, assumendosi responsabilità che non dovrebbero ricadere su di loro.

Le aggressioni verbali da parte di utenti, familiari e persino personale con funzioni organizzative sono diventate quotidiane, mentre la formazione per gestire situazioni critiche risulta insufficiente. L’Usb accusa la Regione di essere a conoscenza della situazione senza intervenire efficacemente.

Pronto soccorso di Terni: tre anni di emergenza

Da oltre tre anni il pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria di Terni affronta un afflusso ingestibile di pazienti, conseguenza diretta del depotenziamento della rete emergenza-urgenza della Usl Umbria 2, che comprende i territori di Spoleto, Narni e Amelia. Il personale sanitario e socio-sanitario risulta sottoposto a stress continuo, con un incremento documentato delle richieste di supporto psicologico.

Ora emergono segnalazioni anche su un possibile ridimensionamento del pronto soccorso di Orvieto, che aggraverebbe ulteriormente il quadro regionale. Il sindacato contesta alla presidente Proietti di fornire solo numeri senza proporre soluzioni concrete per alleggerire la pressione sui lavoratori.

Gli 800mila euro bloccati in Regione

Un capitolo specifico della denuncia riguarda le indennità per i pronto soccorso: 800mila euro che spetterebbero ai lavoratori rimangono inspiegabilmente fermi nelle casse regionali. L’Usb chiede il pagamento immediato di queste somme arretrate, sottolineando l’assenza di motivazioni valide per il blocco.

Il sindacato rivolge alla giunta regionale richieste precise: sblocco immediato delle assunzioni con condizioni economiche competitive, rispetto delle norme sulla sicurezza con potenziamento dei controlli e protocolli anti-aggressione, ripristino della rete emergenza-urgenza, erogazione delle indennità e protezione del personale da dirigenti definiti “incompetenti e intimidatori”.

Magrini ha annunciato che l’Usb non si rassegnerà alla situazione attuale e si prepara a mobilitazioni per far valere i diritti dei lavoratori e dei cittadini umbri. Il sindacato ha ricevuto numerose segnalazioni di mancato rispetto dei diritti dei malati e del personale sanitario dell’Azienda Ospedaliera di Terni, in particolare del pronto soccorso.

L’accusa finale è chiara: la sanità regionale è al collasso per scelte politiche sbagliate e incapacità gestionale, mentre i lavoratori vengono trattati come “personale di serie C”. L’Usb chiede che le promesse elettorali si traducano finalmente in azioni concrete per garantire un servizio sanitario pubblico efficiente e sicuro.

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