Moplefan, ultimo chilometro: “Governo intervenga per il rilancio”

Dopo la camera di consiglio in Tribunale, l'assessore Cardinali chiede uno sforzo collettivo per salvare l'azienda e i posti di lavoro

La Moplefan di Terni si trova in una fase cruciale del suo percorso di risanamento. L’11 Febbraio si è tenuta la camera di consiglio in Tribunale per valutare la composizione negoziata della crisi aziendale, con l’azienda e i lavoratori ora in attesa della decisione del giudice. L’assessore allo Sviluppo Economico Sergio Cardinali ha sottolineato come la vicenda non possa essere affrontata esclusivamente in sede giudiziaria, ma richieda un intervento coordinato di tutti gli attori coinvolti.

Le misure di rilancio in campo

Tra gli elementi che potrebbero contribuire al risanamento aziendale, Cardinali ha evidenziato diverse iniziative già avviate. In primo luogo, è in corso la vendita di un terreno non strategico per l’attività produttiva, operazione che dovrebbe garantire nuove risorse finanziarie all’azienda. “Positivo che ci sia la vendita di un terreno non utile all’azienda ma che può portare risorse all’azienda stessa”, ha dichiarato l’assessore.

La proprietà polacca ha inoltre già predisposto alcune cessioni che dovrebbero generare introiti nella seconda metà dell’anno. A questo si aggiunge l’impegno dei soci attuali a immettere denaro fresco nella società, con la prospettiva dell’ingresso di un nuovo socio che rafforzerebbe ulteriormente la base finanziaria dell’azienda.

Il ruolo cruciale di Invitalia

Secondo Cardinali, un elemento fondamentale per la buona riuscita del piano di rilancio è rappresentato dall’intervento di Invitalia. L’assessore ha sottolineato che l’azienda è stata dichiarata “in fase di crisi ma non in condizioni di insolvenza”, una situazione che renderebbe possibile l’investimento da parte della società pubblica. “Tutto questo quadro ha comunque bisogno dell’apporto di Invitalia che tutti ci auspichiamo”, ha affermato, evidenziando come si tratti di una condizione “nella quale si può investire”.

L’emergenza cassa integrazione

Parallelamente alla questione del risanamento finanziario, resta aperta la problematica relativa ai lavoratori. Al momento i dipendenti della Moplefan non percepiscono alcun compenso dalla cassa integrazione, situazione che aggrava ulteriormente le difficoltà del personale coinvolto. “Su questo versante ci attendiamo una risposta del Ministero”, ha dichiarato Cardinali, sottolineando l’urgenza di una soluzione per garantire un sostegno economico ai lavoratori durante questa fase critica.

La vicenda della Moplefan di Terni richiede dunque un approccio integrato che coinvolga magistratura, istituzioni, proprietà e investitori per garantire la continuità produttiva e la salvaguardia dei livelli occupazionali.

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