A una settimana dalla violenta rivolta nella casa circondariale di vocabolo Sabbione a Terni, esplode la polemica sulla gestione dell’emergenza e sui tempi di risposta del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. I disordini, scoppiati domenica scorsa, hanno devastato in particolare la sezione I, rendendola in parte inagibile. Dopo l’intervento del Sappe, anche l’Osapp ha deciso di passare alle vie formali, inviando una diffida alla direzione dell’istituto e chiedendo provvedimenti immediati per ripristinare condizioni di sicurezza ritenute critiche.
Secondo quanto ricostruito, la sommossa è stata contenuta grazie al rapido intervento della polizia penitenziaria, che ha evitato un aggravamento della situazione sotto il profilo dell’ordine pubblico e dell’incolumità del personale. Tuttavia, i danni strutturali riportati dalla sezione I restano evidenti: locali compromessi, arredi distrutti e ambienti ancora segnati dagli effetti della devastazione.
Nelle ore successive ai disordini, la direzione e il Sappe avevano chiesto formalmente il trasferimento urgente di almeno 50 detenuti, con priorità per una decina ritenuti tra i principali promotori della rivolta. Dopo giorni di attesa, sarebbe arrivata la disponibilità al trasferimento di dieci detenuti, una soluzione ritenuta insufficiente dalle organizzazioni sindacali, che parlano di un clima di incertezza crescente tra gli operatori.
Parallelamente, l’Osapp ha sollevato forti perplessità sulle condizioni strutturali e igienico-sanitarie della sezione I, sostenendo che l’area continuerebbe a essere utilizzata nonostante i danni. Tra le criticità segnalate figurano detriti non completamente rimossi, impianti elettrici compromessi e condizioni igieniche definite precarie. Un quadro che, secondo il sindacato, potrebbe risultare in contrasto con le normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, con possibili rischi per il personale in servizio.
Da qui la decisione di inviare una diffida formale al direttore dell’istituto, in qualità di datore di lavoro, chiedendo la chiusura immediata della sezione I e l’allontanamento dei detenuti coinvolti nei disordini, che – viene evidenziato – non risulterebbero ancora tutti trasferiti. In assenza di interventi rapidi, l’Osapp ha annunciato l’intenzione di investire della questione la Procura della Repubblica, la Asl e l’Ispettorato del lavoro.
“Non si può – sottolinea il sindacato Osapp – trasformare l’emergenza in un alibi per ignorare la legge e mettere a rischio la sicurezza degli operatori”. Una presa di posizione netta che riporta al centro dell’attenzione le condizioni del carcere ternano e la gestione di una crisi che, a distanza di giorni, continua ad alimentare tensioni e interrogativi sulla sicurezza e sull’organizzazione interna dell’istituto.