La geografia della giustizia tributaria italiana si prepara a una profonda revisione, ma tra le ipotesi in discussione emerge quella della soppressione della Corte di giustizia tributaria di primo grado di Terni, con un possibile accorpamento delle attività a Perugia. Il piano nazionale, ancora in fase di valutazione, prevede la chiusura di 22 sedi su tutto il territorio, con l’obiettivo di razionalizzare i costi e ottimizzare le risorse.
Una prospettiva che, nel caso ternano, rischia di tradursi in una riduzione dei servizi disponibili e in un impatto diretto su professionisti e cittadini.
Le preoccupazioni degli avvocati ternani
Immediata la reazione delle categorie professionali locali. L’Ordine degli avvocati di Terni ha espresso forte contrarietà, evidenziando le possibili conseguenze negative del provvedimento. Il presidente Andrea Colacci ha parlato di un “impoverimento” per il territorio, sottolineando come la concentrazione delle attività a Perugia comporterebbe una perdita di rilevanza istituzionale per la città.
Secondo Colacci, la logica del risparmio economico rischia di penalizzare la giustizia di prossimità, aumentando le difficoltà operative per i professionisti, chiamati a spostarsi per ogni fase del contenzioso tributario.
Commercialisti: impatto diretto su imprese e territorio
Sulla stessa linea anche i commercialisti ternani, direttamente coinvolti nella gestione delle controversie fiscali. La categoria segue circa il 90% del contenzioso tributario, rendendo particolarmente sensibile ogni modifica organizzativa del sistema.
Il presidente dell’Ordine, Stefano Stellati, ha evidenziato come l’eventuale accorpamento rappresenterebbe un aggravio concreto per professionisti e aziende, con ripercussioni sui tempi e sui costi delle pratiche. La riforma, secondo i commercialisti, rischierebbe di non tenere conto delle esigenze reali del territorio.
Il dibattito nazionale e la richiesta di rinvio
A livello nazionale, non mancano posizioni critiche. Cosimo Maria Ferri, presidente della Commissione status del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria, ha definito “rischiosa” la soppressione delle sedi prevista dal piano.
Secondo Ferri, intervenire con tagli strutturali in questa fase potrebbe generare effetti negativi difficilmente reversibili. La proposta avanzata è quella di rinviare la riorganizzazione, attendendo la piena operatività dei nuovi organici della magistratura tributaria, così da evitare squilibri nel sistema.
I disagi per cittadini e professionisti
Uno degli aspetti più critici riguarda le conseguenze pratiche per il territorio. In caso di chiusura della sede ternana, udienze e attività verrebbero trasferite a Perugia, costringendo cittadini, avvocati e commercialisti a spostamenti di circa 80 chilometri.
Un cambiamento che comporterebbe un aumento significativo di tempi e costi, incidendo sull’accesso alla giustizia e sulla gestione delle controversie fiscali. Il rischio evidenziato è quello di un progressivo allontanamento delle istituzioni dai cittadini.
Un territorio già segnato da altri tagli
La possibile soppressione della Corte di giustizia tributaria si inserisce in un contesto già segnato da precedenti ridimensionamenti. La chiusura del tribunale di Orvieto e degli uffici del giudice di pace di Narni e Amelia hanno già ridotto la presenza di presidi giudiziari nel territorio ternano.
L’eventuale nuovo taglio rischierebbe quindi di rappresentare un ulteriore indebolimento del sistema istituzionale locale, alimentando preoccupazioni diffuse tra operatori e cittadini.