Bandecchi ribatte a M5S sulle tariffe al campo scuola: “Polemica ridicola”

Il sindaco: "L'impianto ha le sue spese e non possono essere a carico di tutti i cittadini"

Il Movimento 5 Stelle alza la polemica e il sindaco Stefano Bandecchi risponde. Sulle tariffe al campo scuola Casagrande per i bambini, il primo cittadino parla di “polemica ridicola” e ribatte ai punti sollevati dal segretario provinciale pentastellato Daniele Pica. Tra questi, il voler “fare cassa” con i cittadini fissando a dieci euro mensili le tariffe per allenare i più piccoli nell’impianto e la mancata applicazione delle misure di agevolazione ed esenzione in base ai redditi Isee. Tra l’altro, ha annunciato un’imminente interrogazione che il gruppo M5S in Consiglio comunale è pronto a presentare in aula.

Un principio di giustizia

Il sindaco interviene per chiarire le questioni aperte da Pica dal suo punto di vista. “Trovo queste polemiche – dice – semplicemente ridicole ed espressione di una mentalità veramente retrograda e assistenzialista che non fa il bene della collettività ma che ha portato interi sistemi al collasso. Dobbiamo iniziare a calarci nella realtà. Ogni cosa che si utilizza si consuma, e questo consumo comporta un costo oggettivo. Le docce calde degli atleti, la corrente elettrica per l’illuminazione, la pulizia degli spazi e la manutenzione delle piste non sono gratis, hanno un prezzo“. Insomma, come spiega ancora il sindaco di Terni, se il Comune si facesse interamente e direttamente carico di queste spese, scaricherebbe i costi su tutti i cittadini ternani, compresi quelli che il campo scuola non lo utilizzano mai. “Applichiamo semplicemente – spiega Stefano Bandecchi – il principio di giustizia per cui non è corretto che la collettività paghi indistintamente per i servizi utilizzati dai singoli. Abbiamo restituito il campo scuola alla città rendendolo un impianto sicuro, moderno, curato da Terni Reti e vederlo finalmente animato dai ragazzi è una gioia e una soddisfazione per tutti“. Pagare la quota, per Bandecchi “è sacrosanto” e non si possono fare “regali a spese dei contribuenti“.

Redazione

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