Il consigliere comunale di Terni Guido Verdecchia è intervenuto con una nota dopo le critiche rivolte ieri dalla maggioranza di Palazzo Spada ad Asm per l’aumento della Taric, la tariffa sui rifiuti. Secondo l’esponente dell’opposizione, la maggioranza tenta di attribuire ad altri la responsabilità dei rincari, mentre il Comune avrebbe potuto attenuarli con i dividendi della municipalizzata. Verdecchia definisce l’accaduto “l’ennesimo, imbarazzante scaricabarile” e parla di aumenti “previsti e prevedibili”, usati per nascondere la scelta di incamerare gli utili anziché restituirli ai cittadini ternani per abbattere le tariffe.
Il ruolo del consiglio di amministrazione di Asm
Il consigliere ricorda che l’aumento delle tariffe è stato approvato dal consiglio di amministrazione di Asm. Secondo la sua ricostruzione, di fronte a questo esito il sindaco e la Giunta si presentano come vittime di un sistema iniquo, pur essendo a conoscenza di ciò che attendeva la città e disponendo degli strumenti finanziari per proteggerla. Verdecchia sostiene che “gli atti ufficiali inchiodano l’Amministrazione alle proprie responsabilità”.
L’atto di indirizzo bocciato in Consiglio comunale
Il passaggio centrale riguarda il Consiglio comunale convocato per il 15 luglio 2026. All’ordine del giorno era inserito l’atto di indirizzo di Verdecchia, protocollato il 23 giugno 2026, dedicato all’utilizzo degli utili Asm per l’abbattimento della Taric e all’istituzione di un “Bonus Rifiuti”. La proposta è stata bocciata dalla maggioranza.
Il documento prevedeva di destinare 1,65 milioni di euro, corrispondenti ai dividendi Asm incassati dal Comune, a un fondo vincolato all’abbattimento delle fatture Taric. Prevedeva inoltre di premiare i cittadini ternani virtuosi, che grazie all’impegno quotidiano hanno permesso di raggiungere l’80% di raccolta differenziata, e di impegnare la Giunta a rendicontare preventivamente i meccanismi per neutralizzare i previsti aumenti tariffari del 2026.
Il confronto con l’incasso dei dividendi
Verdecchia osserva che pochi mesi fa l’Amministrazione aveva festeggiato l’incasso degli 1,65 milioni di euro di dividendi Asm, rivendicandolo come proprio successo gestionale. Oggi, davanti all’aumento dei costi del servizio, a suo giudizio il sistema diventa improvvisamente un problema e la colpa ricade sugli altri. Il consigliere afferma che “è la maggioranza che ha scelto deliberatamente di voltare le spalle alle famiglie e alle imprese ternane” e aggiunge che “chi siede nella stanza dei bottoni ha il dovere di risolvere i problemi esercitando le proprie prerogative, non di commentarli a posteriori recitando la parte dello spettatore indignato”.
Le richieste ad Asm
Il consigliere riconosce che Asm deve fronteggiare l’aumento dei costi operativi, ma ritiene che l’azienda non possa risolvere i propri problemi gestionali scaricando i rincari sulle bollette dei cittadini. Secondo Verdecchia la società ha il dovere di impegnarsi per trovare “soluzioni tecnologiche ed economiche realmente efficaci” che ottimizzino il servizio.
La posizione sulla Giunta
In questo quadro, per Verdecchia la Giunta aveva “l’obbligo politico e morale” di usare i dividendi per attutire il colpo, anziché girarsi dall’altra parte. Il consigliere sostiene che con l’atto di indirizzo era stata offerta tempestivamente una via d’uscita per tutelare le tasche dei ternani, ma che “l’arroganza ha prevalso sul buonsenso”. Nella nota afferma inoltre che “i cittadini di Terni non sono un bancomat da cui attingere, né un pubblico per le sceneggiate politiche d’aula”. Verdecchia chiede quindi all’Amministrazione di ammettere che le bollette salgono per una precisa mancanza di volontà politica.
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