Scontro sulla raccolta dei rifiuti a Terni e sulle tariffe a carico dei cittadini. Il sindaco Stefano Bandecchi torna ad attaccare Acea, ASM e i partiti di opposizione, contestando la necessità di aumentare i costi del servizio nonostante i risultati economici positivi dell’azienda. Al centro della polemica ci sono i due milioni di euro destinati a riserva da ASM, gli 1,4 milioni di dividendi incassati da Acea e la possibilità, sostenuta dal primo cittadino, di utilizzare parte delle risorse disponibili per evitare gli aumenti. Bandecchi annuncia inoltre l’avvio delle procedure per istituire una commissione comunale incaricata di esaminare la cessione del 2023 e i patti parasociali, allargando il confronto anche alla gestione del servizio idrico e alle prospettive di riduzione delle bollette dell’acqua dal 2027.
«È assordante il silenzio caduto sulla raccolta dei rifiuti a Terni», dichiara il sindaco, che punta il dito contro la mancata presa di posizione delle forze politiche sulla distribuzione degli utili.
«Da quando mi sono permesso di dire che nell’utile di Asm solo quest’anno abbiamo portato due milioni a riserva e che Acea ha incassato un milione e 400 mila euro di dividendi, non ho sentito nessuno dire che aumentare la tariffa della raccolta dei rifiuti a Terni è dunque un’offesa per tutti i cittadini».
ASM e Acea, Bandecchi contesta gli aumenti delle tariffe dei rifiuti
La questione economica è al centro delle dichiarazioni del primo cittadino, secondo il quale il bilancio in attivo di ASM renderebbe possibile evitare ulteriori aumenti delle tariffe per la raccolta dei rifiuti.
Bandecchi sostiene che sarebbero sufficienti 1,2 milioni di euro per scongiurare gli incrementi previsti e propone di utilizzare a questo scopo parte dei due milioni accantonati a riserva.
Il sindaco critica inoltre la posizione delle opposizioni, accusate di aver contestato l’utilizzo delle risorse comunali senza rivolgere analoghe richieste ad Acea.
«Ho sentito le chiacchiere di molti partiti dell’opposizione che in modo violento chiedevano al comune di Terni di non usare il milione e 600 mila euro incassato da Asm per migliorare la vita dei cittadini ma pretendevano un riutilizzo nella raccolta dei rifiuti arricchendo ancora di più il privato che si chiama Acea e che gestisce l’Asm».
Il primo cittadino richiama quindi l’attenzione sui dividendi distribuiti al socio privato, ritenendo che anche queste risorse dovrebbero essere considerate nel confronto sulle tariffe.
«Non ho sentito la stessa veemenza nel chiedere ad Acea di riportare a Terni il milione e 400 incassato dai dividenti, o meglio ancora di utilizzare i due milioni di riserva per coprire il milione e due che basterebbe per evitare l’aumento del costo delle nuove tariffe».
La posizione espressa da Bandecchi mette dunque in discussione la necessità degli aumenti, ma non costituisce di per sé una verifica della possibilità contabile e normativa di utilizzare gli utili e le riserve per finanziare il servizio.
Commissione comunale sulla cessione ASM del 2023 e sui patti parasociali
La controversia potrebbe ora spostarsi anche sul piano istituzionale. Bandecchi annuncia infatti di aver avviato le procedure necessarie per la costituzione di una commissione comunale dedicata all’operazione societaria del 2023 e agli accordi che regolano i rapporti tra i soci.
«Aspetto qualche novità dall’Asm o direttamente da Acea, nel frattempo ho avviato le operazioni necessarie per aprire una commissione comunale che analizzerà la cessione del 2023 e i famigerati patti parasociali».
L’approfondimento annunciato dal sindaco dovrebbe riguardare anche le conseguenze degli accordi societari sulla gestione delle aziende partecipate e sui rapporti tra ASM e Servizio Idrico Integrato (SII).
Secondo Bandecchi, infatti, i patti parasociali inciderebbero non soltanto sull’attività di ASM, ma anche su quella della società che gestisce il servizio idrico.
Il primo cittadino torna così a sollevare interrogativi sulla governance delle partecipate e sulla distribuzione delle risorse economiche, collegando il tema dei rifiuti a quello delle tariffe dell’acqua.
Servizio idrico a Terni, nel mirino perdite e costi delle bollette
Un’altra parte dell’intervento riguarda la gestione del SII e i costi sostenuti dai cittadini ternani per il servizio idrico.
Bandecchi cita una dispersione idrica del 57% e un costo pro capite di 177 euro, a fronte di una media nazionale che indica in 140 euro. Si tratta di dati riportati dal sindaco nelle sue dichiarazioni, senza che siano specificati il periodo e i criteri utilizzati per il confronto.
Il primo cittadino contesta inoltre il ricorso ad affidamenti esterni per determinate attività, sostenendo che una diversa organizzazione del servizio potrebbe consentire risparmi significativi.
«I cittadini avranno riscontri positivi almeno sul costo dell’acqua ad iniziare dal 2027 e molti soldi saranno restituiti grazie all’ottimo lavoro di controllo che abbiamo avviato e quando riusciremo a far fare al Sii quello che potrà fare da solo senza bisogno di appaltini o appaltoni».
Bandecchi prospetta quindi una riduzione consistente dei costi per gli utenti, collegandola al lavoro di controllo avviato dall’amministrazione e a una maggiore autonomia operativa del gestore.
«In quel momento i cittadini ternani potranno fare una doccia a un quarto del costo attuale», afferma il sindaco.
Acqua potabile, Bandecchi critica l’ipotesi della Regione
Nel confronto sulla gestione idrica entra anche la Regione, chiamata in causa dal sindaco per le ipotesi relative all’approvvigionamento di acqua potabile.
Bandecchi contesta in particolare una soluzione che, secondo quanto sostiene, comporterebbe l’utilizzo di acqua attualmente destinata a Enel, con costi sensibilmente superiori rispetto all’alternativa individuata dal SII.
«Spero che la Regione esca da sogni fantasiosi come quello di prendere acqua potabile che oggi serve all’Enel e di farci pagare quell’acqua come se fosse energia, con un costo di venti milioni di euro anzichè di sei milioni preventivato dal Sii per prendere acqua dai pozzi».
La differenza indicata dal sindaco è di 14 milioni di euro, tra i 20 milioni attribuiti alla prima ipotesi e i sei milioni previsti per l’approvvigionamento dai pozzi. Le cifre e le caratteristiche delle due soluzioni sono riportate nelle dichiarazioni del primo cittadino.
Bandecchi contro le opposizioni: «Ora sì che è iniziata la campagna elettorale»
L’intervento del sindaco si chiude con un nuovo attacco alle forze politiche di opposizione, accusate di non aver affrontato adeguatamente le criticità nella gestione dei servizi pubblici locali.
«Chiedo scusa alle opposizioni per questo tirare fuori verità assolute che distruggono la leggenda narrata dai politici locali del si stava meglio quando si stava peggio, perché i ternani stavano proprio nella merda e solo ora cominciano a tirare fuori il naso».
Bandecchi collega così il confronto sulle tariffe dei rifiuti, sui dividendi ASM e sulla gestione del servizio idrico al dibattito politico cittadino.
«Non mi dilungo su tutte le stupidità che sento ogni giorno perchè non vorrei che i cittadini si svegliassero tutto di un botto e rimanessero traumatizzati capendo chi hanno votato fino a tre anni e quattro mesi fa. Ora sì che è iniziata la campagna elettorale. E se ne sentiranno delle belle».
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