Piano rifiuti Umbria, Federighi: “Scontro politico, non confronto tecnico”

Piano regionale di gestione dei rifiuti: il rappresentante della Provincia di Terni denuncia una contrapposizione tra schieramenti, le criticità su discariche e termovalorizzatori e la proposta del Comune di Terni depositata agli atti

Raffaello Federighi, vicepresidente del consiglio comunale e capo di gabinetto in Provincia, ha partecipato il 21 ottobre alla seduta del Consiglio delle Autonomie Locali (CAL) presso la Regione Umbria, in rappresentanza della Provincia di Terni. In quella sede l’Assessore all’Ambiente ha illustrato il Piano regionale di gestione dei rifiuti. Federighi ritiene che l’incontro non sia stato un successo, perché favorevoli e contrari si sono divisi lungo le appartenenze politiche e non su un’analisi tecnica basata sui fatti.

Una discussione segnata dall’appartenenza politica

Secondo Federighi, la mancanza di un confronto tecnico è un problema per due ragioni oggettive. Ogni amministrazione elettiva, prima o poi, lascia l’incarico. Inoltre le decisioni sul ciclo dei rifiuti ricadono su tutti i cittadini, e non solo sui simpatizzanti della maggioranza, per molti anni. A suo giudizio la sensibilità verso il bene comune ha ceduto il passo alla convenienza momentanea delle coalizioni.

Il ciclo dei rifiuti e le competenze

Federighi ricorda che le società industriali producono rifiuti a un ritmo crescente e che questi vanno gestiti attraverso il ciclo dei rifiuti, cioè la raccolta, il riciclo e lo smaltimento. Per smaltimento intende il recupero e il riutilizzo del rifiuto, oppure la sua distruzione definitiva, senza danni alla salute e all’ambiente e possibilmente con produzione di energia. Il rifiuto, nella sua impostazione, non deve essere un problema ma diventare una risorsa.

La competenza spetta a Comuni o Consorzi di Comuni, nel quadro normativo fissato dalle Regioni. Da questo assetto Federighi fa derivare il caos attuale, con Regioni virtuose e altre meno, e con territori in cui le istituzioni collaborano e altri in cui cercano di imporsi l’una sull’altra o si bloccano a vicenda. Il danno ricade sui cittadini, che secondo lui dimostrano sempre meno fiducia in chi li governa, con un astensionismo ormai prossimo al 50% degli aventi diritto.

Le criticità del piano regionale

Federighi giudica critico il piano della Regione Umbria in più punti. Ritiene che abbia presupposti da “libro dei sogni”, come portare la raccolta differenziata oltre la soglia del reale e puntare sulla tecnologia a idrogeno, ancora lontana dallo sviluppo industriale specifico. Contesta inoltre la mancata previsione di termovalorizzatori di ultima generazione, che considera efficienti e vantaggiosi per produrre energia a basso costo dai rifiuti. Sostiene infine che il piano non affronti il problema delle discariche.

Sulle discariche, distinte tra rifiuti non pericolosi e pericolosi, Federighi precisa che non possono essere una soluzione permanente. A suo avviso devono restare un deposito temporaneo in attesa di una soluzione definitiva, perché costituiscono comunque un danno ambientale e un pericolo per la salute.

Orvieto e la proposta del Comune di Terni

In questo quadro Federighi definisce comprensibile l’opposizione del Sindaco di Orvieto al maggiore utilizzo della discarica di Le Crete. Giudica invece incomprensibile il rifiuto della Regione di confrontarsi sulla proposta articolata del Comune di Terni, che definisce concreta, rispettosa dell’ambiente e vantaggiosa per l’economia dei territori. Federighi l’ha illustrata in sede di CAL e l’ha depositata agli atti.

Ecomafie e ciclo dei rifiuti

Un ulteriore punto riguarda la sicurezza. Federighi osserva che le ecomafie gestiscono una quota rilevante non solo delle discariche ma dell’intero ciclo dei rifiuti, con guadagni annui stimati in oltre 11 miliardi di euro. Cita le inchieste condotte, anche di recente, dalle Procure di Terni e Perugia per sostenere che il territorio umbro non è immune dal fenomeno. Il contrasto, secondo Federighi, passa anche da provvedimenti normativi conclusivi delle Istituzioni.

Il clima tra Regione e opposizioni

Federighi parla di un clima di “muro contro muro” tra la Regione Umbria e chiunque non appartenga al suo schieramento. Per questo nutre fondati dubbi che il confronto possa evolvere verso esiti sensati. Ritiene che la materia dovrebbe essere trattata con buonsenso e lungimiranza e sottratta alla polemica politica.

Redazione

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