Ast, i sindacati rilanciano: “Arvedi sveli la proposta per il caro-energia”. Tavolo in Prefettura

Le sigle sindacali FIM-FIOM-UILM-FISMIC-UGL sollecitano il Ministro Urso sul futuro di AST, evidenziando il nodo del caro energia e la necessità di investimenti ambientali.

Le segreterie territoriali di Fim-Fiom-Uilm-Fismic-Ugl intervengono con una nota congiunta sull’incontro di venerdì scorso con i parlamentari eletti in Umbria, ribadendo l’urgenza di sbloccare l’accordo di programma per Acciai Speciali Terni (AST).

“L’introduzione della nostra relazione ha ripercorso i tre anni di attesa per la firma dell’accordo di programma, mai arrivata nonostante le scadenze annunciate dall’azienda, dalla Regione e dai Governi succedutisi,” sottolineano le organizzazioni sindacali. Il documento era atteso da tempo, ma i termini fissati non sono mai stati rispettati, compresi gli ultimi annunciati dal Ministro Adolfo Urso: il 20 gennaio 2025 per la questione del caro energia e la fine di febbraio 2025 per stabilire se l’accordo verrà firmato o meno.

I sindacati evidenziano che la questione del caro energia è prioritaria rispetto a quella della discarica e che, senza un accordo di programma definito, è necessario aprire un confronto sul piano industriale dell’azienda. “Abbiamo ribadito che senza un’intesa chiara serve discutere contenuti e tempistiche del piano industriale, considerando l’importanza strategica di AST nel mercato nazionale e globale.”

Le soluzioni proposte e il nodo energia

Dal confronto sono emerse tre principali soluzioni per affrontare il problema energetico:

  1. Un decreto governativo dedicato alle aziende energivore, che sarà discusso nel prossimo Consiglio dei ministri e che potrebbe consentire di recuperare risorse attraverso il sistema ETS (Emission Trading System).
  2. Il bando Energy Release 2.0, prorogato fino al 3 marzo 2025, al quale AST potrebbe aderire. “Abbiamo ricevuto la disponibilità dell’azienda a partecipare, anche se non viene considerata una soluzione risolutiva.”, sottolineano
  3. L’utilizzo della centrale Edison di Terni per coprire il fabbisogno energetico di AST. Sul tema, Bandecchi ha dichiarato che la soluzione sarebbe immediatamente attuabile con il supporto del Governo e che AST ed Edison sarebbero già in contatto. Tuttavia, i sindacati precisano: “Da nostre verifiche con l’azienda, risulta che Edison ha solo un rapporto commerciale di fornitura e nulla di più concreto al momento.”

Dopo quattro ore di discussione, le sigle sindacali hanno insistito sulla necessità di un incontro urgente con il Ministro Adolfo Urso al MIMIT. “AST ci ha riferito di aver avanzato una proposta con solide basi giuridiche: vogliamo conoscere l’esito di questa iniziativa e capire quali saranno i prossimi passi per il futuro dell’azienda.”

Fim-Fiom-Uilm-Fismic-Ugl intendono inoltre verificare la reale disponibilità dell’azienda ad avviare il confronto e garantire investimenti ambientali aggiuntivi a quelli produttivi. “Gli investimenti per l’ambiente devono restare un capitolo a sé: lo sviluppo industriale deve conciliarsi con la sostenibilità, tenendo conto dello storico legame tra la fabbrica, la città e la tutela di salute e sicurezza.”

L’attenzione ora si sposta all’incontro del 5 marzo 2025, convocato dal Prefetto di Terni su richiesta delle organizzazioni sindacali, dove si prevede di approfondire ulteriormente le tematiche discusse.

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