Nel corso delle ultime attività investigative, la Guardia di Finanza di Terni ha scoperto gravi irregolarità legate all’uso improprio di criptovalute e alle truffe digitali. Le operazioni, mirate al controllo dei flussi finanziari e al contrasto delle frodi informatiche, hanno portato a risultati significativi sia in ambito fiscale che nella lotta contro le truffe online.
Uno dei casi più rilevanti riguarda un contribuente residente nell’area di Orvieto, risultato in possesso di un portafoglio elettronico estero non dichiarato, contenente criptovalute per un valore di 15.000 euro. La mancata indicazione di tali fondi nel quadro RW del modello dichiarativo ha comportato l’applicazione di sanzioni amministrative, confermando l’intento di eludere i controlli fiscali italiani attraverso l’anonimato garantito da queste monete virtuali.
Parallelamente, è stato segnalato l’ennesimo raggiro via web ai danni di una cittadina di Terni, attratta da offerte di guadagno elevate su una piattaforma di trading online. La donna, dopo aver effettuato un investimento di circa 4.000 euro in criptovalute, ha scoperto che il suo wallet risultava vuoto. I fondi erano stati trasferiti in un portafoglio criptato, rendendo impossibile risalire ai responsabili. Grazie all’intervento tempestivo della Guardia di Finanza, è riuscita a recuperare circa il 50% del capitale investito.
Ma l’attività delle Fiamme Gialle non si è limitata al settore delle criptovalute. Il Comando Provinciale ha mantenuto alta l’attenzione anche sui reati legati alla circolazione di denaro contante falsificato. Solo nel 2025, sono state sequestrate 254 banconote contraffatte per un valore complessivo di 9.225 euro, con una prevalenza di tagli da 20 e 50 euro. Questi risultati evidenziano la costante minaccia rappresentata dalla falsificazione monetaria, che continua a insidiare commercianti e cittadini.