Tasse e aliquote comunali ancora al massimo, Pastura polemico con il sindaco

L'esponente di Fdi: "Ma non doveva essere l'anno del sollievo fiscale?"

Anche quest’anno le aliquote comunali, l’addizionale Irpef e l’Imu rimangono invariate e restano al massimo consentito dalla legge. Niente abbassamento. E pensare che il sindaco Stefano Bandecchi aveva annunciato che il 2026 sarebbe stato l’anno del sollievo fiscale per i ternani. Al sindaco, arriva l’attacco da parte del consigliere di opposizione Roberto Pastura, capogruppo di Fratelli d’Italia. “Siamo fermi esattamente – dichiara – dove ci aveva lasciati il centrosinistra anni fa in occasione del dissesto. Il tutto mentre, già nella busta paga di gennaio, i ternani inizieranno a subire gli effetti della manovra fiscale voluta dalla Regione di centrosinistra da 184 milioni di euro. Quindi, tra Regione e Comune, la pressione fiscale complessiva resta tra le più alte d’Italia“.

LE PROPOSTE. Pastura fa sapere di essere intervenuto in modo molto chiaro, sull’argomento, in sede di Commissione bilancio. “So bene – dice – quanto il gettito derivante da Irpef e Imu sia fondamentale per garantire i servizi comunali essenziali, pertanto non lo nego e non lo banalizzo. Conosco le rigidità della struttura finanziaria comunale e so che ridurre le entrate non è affare semplice ma resta comunque necessario. Ho sentito il dovere di dire una verità altrettanto evidente, cioè che non si possono chiedere tasse al massimo quando i servizi offerti, in troppi settori, sono oggettivamente al minimo“. Pastura fa esplicito riferimento a settori come sociale, trasporto disabili, commercio, sostegno alla genitorialità, servizi per le famiglie e servizi per disabili. “È proprio a fronte di questa evidente sproporzione – dice – che sostengo la necessità di dare almeno un segnale politico, una scelta piccola ma significativa, sostenibile e possibile. Non serviva un colpo di teatro, ma un gesto di serietà amministrativa e di visione. Innanzitutto mantenere la soglia di reddito di esenzione a 12.500 euro, ferma anch’essa al 2016, con l’inflazione accumulata negli anni significa avere oggi una esenzione reale a circa 10 mila euro. Avevo pensato ad una riduzione, anche leggera dell’addizionale Irpef per i giovani sotto i trentacinque anni come segnale concreto a chi sceglie di restare e costruire il proprio futuro a Terni. Avevo anche proposto un adeguamento della soglia di esenzione Irpef per le famiglie con più figli, portandola a quindicimila euro per quelle con due figli e a diciassettemila per quelle con tre figli. Avevo infine suggerito di dimezzare l’Imu per i locali sfitti oggetto di ristrutturazione, una misura economicamente intelligente che avrebbe incentivato la rigenerazione urbana, rimesso in moto l’attività edilizia minore, prodotto nuove entrate per diritti di segreteria e aumentato la rendita catastale nel tempo“. Pastura conclude dicendo di non voler cercare polemiche sterili: “Mi interessa solo Terni, mi interessa che le scelte fiscali siano eque, giuste, coerenti con il livello dei servizi erogati. Per cambiare rotta servono scelte, non più solo parole“.

Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati
Inline Feedbacks
View all comments

Articoli correlati

Il sindaco: "I ternani vedano chi vuole davvero farlo e chi pensa solo a logiche...
L'iniziativa era apartitica, per volere degli stessi organizzatori che hanno riunito cittadini di varia estrazione...
Il sindaco di Terni interviene sul tema dell’abbigliamento e del decoro durante la seduta comunale...

Altre notizie