“Terni:una città in trasformazione” è il titolo del quaderno che Aur ha dedicato alla città di Terni ed ai suoi cambiamenti. Il dato che risulta in maniere particolare è che delle 51.000 famiglie (su 106.677 abitanti il 13,3 percento di quelle umbre), il 13,2 percento ha almeno un componente straniero e il 9,7 è completamente composta da stranieri. La media dei componenti è 2,07 persone a famiglia, meno del resto della regione (2,20) ma è molto elevata anche componente monopersonale.
Al primo gennaio 2024 conta 13.240 stranieri residenti, una quota pari al 12,4 per cento della sua popolazione, superiore a quella registrata nell’intera regione (10,5 per cento). La più alta presenza di stranieri tende ad attenuare uno squilibrio demografico particolarmente pronunciato: il comune si caratterizza infatti per indici di vecchiaia, di dipendenza anziani e di dipendenza strutturale tra i più elevati d’Italia, anche per un tasso di natalità che colloca Terni all’84° posto nella classifica dei 109 capoluoghi di provincia.
Tra gli stranieri, il 63 per cento ha meno di 45 anni (una percentuale che si ferma al 37,5 per cento considerando i soli residenti italiani) e il 30,6 per cento di essi ha un’età compresa tra 30 e 44 anni (una quota più che doppia rispetto a quella calcolata sugli italiani). In generale, la maggiore presenza straniera a Terni rispetto alla media umbra si ripropone nelle diverse classi di età, con punte più accentuate sia in quella a più alto addensamento (30-44 anni) sia tra i più giovani (fino a 14 anni).
Sul fronte delle abitazioni, Terni presenta circa 60 mila unità, con un tasso di non occupazione del 16,2%, inferiore al 25,2% regionale. Le abitazioni di proprietà costituiscono il 75,5% del totale, mentre quelle in affitto raggiungono il 19%, rispetto al 13,3% della media umbra.
Istruzione e forza lavoro
Il livello di istruzione a Terni è leggermente superiore a quello regionale, con il 18,7% dei residenti in possesso di un titolo universitario, contro il 17,2% della media umbra. Tra i residenti di età superiore ai 25 anni, questa percentuale sale al 21,2%, ancora una volta superiore al dato regionale del 19,6%. In termini di forza lavoro, Terni si colloca leggermente sotto la media umbra, con il 47,5% della popolazione in età lavorativa impiegata, rispetto al 48,5% regionale. Gli occupati costituiscono il 44,7% della popolazione, mentre i disoccupati sono il 5,2%.
In sintesi, a Terni risiede il 13,6 per cento dei possessori di un titolo universitario e il 13,2 per cento dei diplomati umbri. Tra chi dimora abitualmente a Terni, oltre 37 mila persone (il 33,9 per cento della popolazione residente) si spostano quotidianamente per motivi di lavoro. Di queste, l’84 per cento rimane entro il territorio comunale e solo il 16 percento lavora fuori comune (dati al 2019), un dato che pone Terni in cima alla classifica dei comuni umbri per il minor pendolarismo lavorativo al di fuori del proprio territorio.
Economia e industria
Terni è caratterizzata da una forte vocazione industriale, grazie alla presenza dei due grandi insediamenti manifatturieri per la produzione di acciaio e mezzi di trasporto. Questo settore rappresenta il 17,5% degli addetti, contro il 5,5% delle unità locali. Tuttavia, l’economia locale è dominata dalle piccole imprese: il 95% delle unità produttive ha meno di 10 addetti. Le attività terziarie prevalgono nel settore dei servizi, con il commercio al dettaglio e i servizi di supporto alle imprese tra i più rappresentati.
Molto bassa invece la capacità imprenditoriale, anche se la presenza dei due grandi insediamenti industriali pone la città ai vertici sul fronte dell’export, in particolare siderurgico Nel 2023, il fatturato realizzato dalle imprese esportatrici ternane, pari a 1,7 miliardi di euro, costituisce il 29,3 per cento dell’export totale regionale. Da ciò dipende la forte dipendenza delle esportazioni umbre dall’andamento degli scambi dei prodotti dell’industria metallurgica che, in annate critiche, come quella appena trascorsa, riducono considerevolmente la performance esportativa dell’Umbria.
Turismo e qualità della vita
La ripresa turistica post-pandemia è stata significativa a Terni, anche se la sua capacità attrattiva resta limitata, rappresentando solo il 4,4 percento delle presenze turistiche in Umbria. La città soffre di una vocazione culturale ridotta, con un numero di visitatori nei musei e di istituzioni culturali inferiore alla media regionale. Tuttavia, la disponibilità di verde urbano e aree pedonali contribuisce a migliorare la qualità della vita, nonostante i problemi legati alla qualità dell’aria e all’inquinamento acustico.
Redditi e imprenditorialità
Nel 2023, i redditi complessivamente dichiarati a Terni hanno superato 1,7 miliardi di euro, con un valore medio di 22.340 euro per contribuente, leggermente superiore alla media regionale di 21.656 euro. Tuttavia, la città si colloca nelle ultime posizioni tra i capoluoghi di provincia italiani per quanto riguarda i redditi dichiarati, riflettendo un tessuto economico produttivo e un’intensità lavorativa delle famiglie piuttosto contenuta.