Tutto secondo i piani, verrebbe da dire. Stefano Bandecchi ha ritirato le dimissioni da sindaco di Terni. La decisione è stata protocollata venerdì mattina. “Convinto dalle opposizioni, ci sono troppi incompetenti. Non posso lasciare la città in mano a questi scappati di casa”. Lo aveva lasciato intendere già giorni fa e lo ha ribadito su Instagram
Ora l’atto protocollato in comune che conferma quello che da giorni e da più parti era ormai nell’aria.”La presente – scrive il sindaco al presidente del consiglio comunale e per conoscenza alla prefetto – per comunicare ufficialmente la revoca delle dimissioni presentate al consiglio comunale, assunte al protocollo del Comune di Terni il 9 febbraio 2024″, si legge nell’atto.
Il solo Lorenzo Filippetti non ha firmato la lettera nella quale si chiedeva al leader di Ap di tornare sui suoi passi, mentre tutti gli altri, dai consiglieri alla Giunta, lo hanno fatto ma il sindaco scarica la responsabilità di questa decisione sulle opposizioni, che – facile immaginarlo – non faranno attendere la loro reazione.
Le reazioni
Subito la reazione del Pd in una nota: “In otto mesi, oltre al passo indietro del Sindaco la città ha già dovuto assistere alle dimissioni in giunta, poi ad un primo rimpasto, dimissioni dal partito di maggioranza, ancora ipotesi di altre dimissioni. Ciò sta a rappresentare che la maggioranza che governa la città, è finita in crisi sistemica, con tempi record rispetto alle forze politiche tradizionali, per beghe interne sulle spalle dei cittadini. Stigmatizziamo inoltre gli atteggiamenti di chi invece di rappresentare tutta la massima assise comunale, si lancia in commenti del tutto inopportuni, in un momento delicato per tutti i cittadini ternani”.
Michele Pennoni, segretario provinciale di Azione parla di “finale scontato”. “Terni è rimasta a guardare attonita uno spettacolo tutto made in Alternativa Popolare – scrive – un soliloquio incomprensibile ai più, un singolare monologo allo specchio (…) se in otto mesi abbiamo già assistito a dimissioni in giunta, dimissioni dal partito, ipotesi di altre dimissioni, significa che siamo di fronte a un partito che nasce già pregno di tutti quei vizi e difetti delle peggiori tradizioni del novecento”. E conclude con un paragone sportivo, citando la lettera dei consiglieri e assessori: “mi viene in mente un precedente, la letterina di un tal Cristiano Lucarelli e come andò a finire ce lo ricordiamo in tanti”
L’onorevole Elisabetta Piccolotti (AVS) scrive: “Le istituzioni non sono le sue aziende in cui può fare quello che vuole. Sono luoghi che rappresentano le persone e che non possono essere piegati ai capricci del Bandecchi di turno. E ai sui consiglieri di maggioranza dico: abbiate un sussulto di dignità e sfiduciate Bandecchi. Salvate almeno la vostra credibilità personale e non riducetevi a servi sciocchi”.
(servizio in aggiornamento)