Era l’intervento più atteso e non ha deluso. All’evento sulla siderurgia organizzato dal Pd ha parlato Dimitri Menecali, amministratore delegato di Ast. Competitività, ma anche le sfide della transizione al centro dell’intervento.
Temi caldissimi, sui quali Ast insiste da sempre. Al centro l’aumento dei costi energetici, che in questi mesi hanno portato a numerosi stop. “Il nostro gruppo – ha spiegato Menecali – è impegnato in una politica di sviluppo ed ha avviato già importanti investimenti, in un rapporto postivo con i sindacati, ed è pronto ad impegnarsi ulteriormente e positivamente per lo sviluppo dell’azienda ternana e del territorio”.
Ma ribadisce i “paletti”: ” Non si può competere- ha spiegato – se a Terni si paga l’energia il quadruplo dei competitori europei ed extraeuropei e se il rottame, necessario a produrre acciai speciali con procedimenti eco-compatibili, già raro in Europa, viene esportato fuori del continente. Il cuore dell’accordo di programma col Governo è essenzialmente il costo dell’energia: non chiediamo favori ma solo di essere messi in condizione di competere alla pari, tenendo conto che l’Ast confina con uno dei più importanti produttori di energia idroelettrica, Enel Green che potrebbe avere un ruolo importante per la soluzione del problema”.
Quindi le richieste al Governo: “Sia parte attiva, faccia la sua parte”. Ed anche alla Ue: “Deve assicurare il mantenimento della competitività della produzione siderurgica europea di fronte alla forte concorrenza sleale, a livello di costi, dei produtottori asiatici”.