Un piano nazionale per la siderurgia e politiche chiare per mettere Ast al centro sia dell’azione del Governo che di quella del Comune. In mezzo, un accordo di programma da firmare per sbloccare investimenti che potrebbero cambiare il corso economico della città e quindi del Paese.
La questione è stata al centro dell’iniziativa “Impresa domani”, promossa dal Partito Democratico. All’Hotel Valentino gran raduno di nomi del Pd vecchi e nuovi: a moderare i due panel l’Europarlamentare Camilla Laureti e l’onorevole Walter Verini, presenti anche l’ex ministro del Lavoro Andrea Orlando, i deputati Vinicio Peluffo e Anna Ascani, il seneatore Antonio Misiani, gli ex sindaci Paolo Raffaelli e Leopoldo Di Girolamo e in collegamento l’europarlamentare Patrizia Toia.
Il primo panel è stato dedicato a siderurgia e automotive.”Purtroppo non si fanno progressi sull’accordo di programma ed è grave perchè l’esempio di Terni mostra come la siderurgia non è solo crisi ma anche prospettive e sviluppo”, è stato detto. “Terni è uno dei punti di forza della siderurgia e attraverso la finalizzazione dell’accordo si può dare il via allo sviluppo di un piano nazionale che tenga l’Italia agganciata all’Europa”. Vincenzo Colla, assessore allo sviluppo economico della Regione Emilia Romagna ha portato gli spunti dell’esperienza amministrativa in una regione benchmark per tanti aspetti.

Marco Stella, vicepresidente dell’Anfia, l’associazione nazionale della filiera dell’automotive ha sottolineato come il settore di eccellenza che ha sempre fatto segnare dati positivi, adesso stia vivendo una crisi e che senza uno sviluppo vero della siderurgia potrebbe essere irreversibile. Il grande tema, ovviamente, è quello della riconversione delle aziende dell’automotive al green. Un percorso lento che rischia di venire fagocitato invece dalle scelte dei colossi del settore, su tutti Stellantis, le cui scelte stanno ormai portando il marchio fuori del Paese, con gli stabilimenti di eccellenza come Melfi e Pomigliano, che rischiano di chiudere in tempi brevi. E non è mancata, in relazione ad Ast, una stoccata a Bandecchi che minaccia di non firmare l’accordo.
Su Stellantis “l’atteggiamento ondivago e dilatorio del Governo ha consentito a Stellantis di muoversi guardando solo ai suoi interessi, prendendo e pretendendo senza dare. Serve un ruolo decisamente diverso, incisivo e determinato del Governo, che punti allo sviluppo delle produzioni e dell’occupazione e all’innovazione”.
Secondo tema quello della decarbonizzazione perchè “Non c’è futuro per Terni città moderna e sviluppata senza un sistema industriale solido, plurale e interconnesso” e questo passa necessariamente per la siderurgia e per la decarbonizzazione: “Centrale la sfida della decarbonizzazione: senza acciaio non c’è industria”, è stato sottolineato. A parlare del tema, fra gli altri, Dimitri Menecali, ad di Ast presente in sala insieme al capo del personale Giovanni Scordo e in collegamento il presidente di Federacciai Antonio Gozzi di Federacciai e Davide Tabarelli di Nomisma. Menecali ha chiesto in questo contesto al governo uno slancio, soprattutto sul fronte dell’energia e dei prezzi che stanno penalizzando la produzione.
“Il finanziamento della transizione ecologica è molto importante per il settore della siderurgia e dell’automotive, di centrale importanza a Terni.In questo i fondi europei sono fondamentali per accompagnare la transizione, perché nessuno rimanga indietro”, ha spiegato Camilla Laureti. Anche Verini ha rimarcato l’assenza di una politica industriale, soprattutto la necessità di favorire la riconversione dell’auto e di altri settori: “Terni non è un fatto locale, bensì nazionale. Lo stabilimento di Terni ha un gruppo privato che ha voglia di investire, bisogna metterlo in condizioni di farlo”.
A disegnare il quadro all’interno degli stabilimenti siderurgici è stata la Fiom Cgil, particolarmente con Barbara Tebaldi, della segreteria nazionale che non ha mancato di dedicare un pensiero ai tre operai morti nella Centrale Idroelettrica di Suviana: “Uno dei tre aveva 74 anni. Perchè mai uno della sua età deve essere costretto ad accettare una consulenza quando è in pensione? Perchè evidentemente la sua pensione non è sufficiente”.
Nel pomeriggio alcune interviste realizzate all’evento
Seguici su
Aggiungi ternitomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.






