Co.Se.C: “Ancora bambini senza pasto nelle mense nonostante le rassicurazioni del Comune”

Il Comitato rilancia: "Palazzo Spada rispetti la carta di servizi, l'assessore tenga fede alle promesse". Il Movimenti 5 stelle rincara la dose: "Tempo del pasto fa parte dell'educazione e della formazione"

Non si sblocca la situazione relativa alle morosità nella retta delle mense. La denuncia arriva da Co.SEC, il comitato servizi educativi comunali, da sempre attivo su questo fronte: “Continuano ad arrivarci segnalazioni di episodi spiacevoli che riguardano famiglie morose nelle mense scolastiche cittadine”, sottolineano.

La Gemos, società che ha in appalto le mense cittadine, aveva diffidato le famiglie morose al pagamento delle rette, pena il fare restare i bambini senza pasto. Il Comune è intervenuto, per bocca dell’assessore Altamura, sottolineando come “nessun bambino sarebbe rimasto senza pasto”, ma il quadro evidentemente non sembra sbloccarsi.

Da qui la richiesta del Co.Se.C che fa appello alla carta dei servizi sulla refezione scolastica del Comune di Terni: “Questa definisce uguaglianza e imparzialità – dicono -per tutti gli utenti”.

Nella carta, come sottolinea il comitato, si parla anche di intesa e collaborazione con i morosi per trovare una soluzione. Questa viene definita “elemento necessario e pregevole i cui vantaggi sono principalmente a favore dei fruitori del servizio stesso e della collettività scolastica”. Da qui l’invito all’assessore Altamura ad attivarsi, proprio in considerazione delle segnalazioni che continuano ad arrivare: “Siamo mamme e papà che vogliono occuparsi di tutti i bambini e le bambine e non solo dei nostri figli. Non vediamo l’ora di incontrarla”, scrivono.

Naturalmente però, con le elezioni alle porte, il tema diventa anche motivo di scontro politico. Interviene il Movimento 5 Stelle, da sempre vicino al Co.SEC.: “Molti bambini – scrivono Luca Simonetti e Valentina Pococacio – ricevono avvisi dalla scuola nei quali si annuncia che il/la bambino/bambina non può più mangiare a scuola poiché la Gemos non aveva accettato il rinnovo dell’iscrizione alla mensa. Quello che emerge dalle numerose e continue, ma soprattutto spiacevoli segnalazioni che arrivano al Co.S. ci lascia senza parole e dimostrano la posizione complicata in cui si ritrovano le famiglie. Si ricorda che il tempo in cui il bambino mangia a scuola è comunque un tempo scolastico e rientra in quella che è la formazione dello studente. Non a caso nelle scuole esistono progetti di educazione alimentare. Deve passare un messaggio chiaro: il pasto a scuola deve essere per tutti, anche per i figli e le figlie che hanno genitori morosi”

 

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