Un allarme bomba ha scosso il centro storico di Narni nella serata del 30 marzo, coinvolgendo direttamente Palazzo Sacripanti, sede della facoltà di Scienze dell’investigazione e della sicurezza. L’intervento delle forze dell’ordine, con il supporto di unità cinofile, è durato diverse ore per accertare la veridicità della minaccia. Le indagini dei carabinieri sono tuttora in corso per identificare gli autori del gesto.
A rendere ancor più inquietante l’episodio è stata una rivendicazione firmata dal gruppo d’azione “Kyriakos Xymitiris”, che ha dichiarato di aver posizionato un ordigno incendiario all’interno della stanza denominata “Laboratorio scena del crimine” della facoltà. Il comunicato, diffuso poche ore dopo l’allarme, contiene forti dichiarazioni ideologiche contro lo Stato italiano, accusato dal gruppo di genocidio, torture e stragi.
“Domenica 30 marzo – si legge – ci siamo introdotti nella facoltà di Scienze dell’investigazione e della sicurezza a Narni, in Umbria, ed abbiamo collocato un ordigno incendiario nella stanza ‘Laboratorio scena del crimine’. Con quest’azione abbiamo voluto colpire un centro di formazione della futura intelligence dello Stato italiano. Stato genocida come ci dimostra la sua cooperazione con lo Stato sionista d’Israele nel massacro del popolo palestinese. Stato torturatore come ci dimostra l’esistenza del regime carcerario di 41-bis in cui è recluso anche il compagno anarchico Alfredo Cospito. Stato stragista come ci dimostrano l’eccidio di migranti nel mar Mediterraneo e gli assassinii di detenuti/e nelle carceri”
Il sindaco di Narni e il magnifico rettore in una nota scrivono: ” “Stiamo seguendo attentamente la vicenda da ieri sera in stretto collegamento e collaborazione con le Autorità competenti e le Forze dell’Ordine che sono intervenute tempestivamente e su cui riponiamo la massima fiducia. Un gesto dimostrativo molto grave e distante dalla storia dell’Università degli Studi di Perugia e dalla tradizione democratica della Città di Narni. Confidiamo nel lavoro delle Forze dell’Ordine nell’individuare i responsabili di questo vile gesto”.
La risposta delle autorità: riunito comitato ordine e sicurezza
L’area è stata prontamente transennata e monitorata dai carabinieri, i quali hanno agito con estrema cautela per verificare l’eventuale presenza di materiale esplosivo. Al momento non si registrano fermi né conferme ufficiali sul ritrovamento dell’ordigno.
Si è riunito d’urgenza in Prefettura il Comitato per l’ordine e la sicurezza, alla presenza delle forze dell’ordine, del presidente della Provincia Bandecchi, del sindaco di Narni Lucarelli, dei rappresentanti dl polo scientifico didattico universitario di Terni e della facoltà di Scienze pe l’Investigazione e la Sicurezza di Perugia – sede distaccata di Narni.
Al termine dell’incontro, è stata disposta l’intensificazione delle misure di vigilanza e controllo del plesso universitario. Inoltre è stata chiesto all’Università di valutare l’istallazione di telecamere interne ai plessi universitari. Al Comune di Narni è stato invece chiesto di aumentare i sistemi di videosorveglianza esterna, nei luoghi sensibili in
raccordo con le Forze dell’Ordine.
Da ultimo è stata richiesta una sensibilizzazione anche del personale dell’Università e quello preposto alla vigilanza, al fine di fornire, in caso di situazioni sospette, le
opportune segnalazioni alle forze di polizia.
Un gesto simbolico e destabilizzante
L’atto, che non ha provocato feriti né danni strutturali evidenti, assume una connotazione simbolica significativa, in quanto indirizzato contro una struttura universitaria che rappresenta un centro di formazione per futuri esperti in sicurezza e investigazione. La scelta del bersaglio e il tenore del messaggio suggeriscono una volontà di colpire simbolicamente le istituzioni attraverso un linguaggio violento.
Le autorità giudiziarie e investigative stanno ora lavorando per chiarire le dinamiche esatte dell’infiltrazione e dell’eventuale funzionamento dell’ordigno incendiario, oltre a verificare l’autenticità e la portata operativa del gruppo che ha rivendicato l’azione.
Il sottosegretario Prisco
Ll sottosegretario all’Interno Emanuele Prisco ha definito “un fatto gravissimo quello rivendicato da un gruppo anarchico a Narni”.
“Collocare un ordigno all’interno di un’aula universitaria rappresenta un atto terroristico inaccettabile” ha sottolineato.
“Ringrazio le forze dell’ordine per la rapida reazione – ha scritto il sottosegretario in una nota – e confido nel lavoro della Procura di Terni, che in sinergia con gli investigatori dell’Antiterrorismo di Perugia si occupano della vicenda. Auspico intanto la condanna unanime di tale violenza estremista.
In particolare per quanto accaduto a Narni, dove è stata messa nel mirino l’Università, simbolo della conoscenza e della libera diffusione delle idee: un attentato rivendicato con minacce alle fondamenta delle istituzioni messe a protezione della nostra Repubblica. Certi atti vanno isolati e repressi senza sconti, così come vanno isolati i violenti e gli estremisti”.