Donna incinta si getta dal balcone: morto il figlio che portava in grembo

Sconcerto per il fatto avvenuto la mattina del 13 Luglio: la donna di origine albanese era al nono mese di gravidanza

Ambulanza

Dramma nella mattina di domencia del 13 Luglio. Nelle prime ore della mattina, attorno alle 8, una donna di 31 anni, di origine albanese da tempo residente nella Conca, è precipitata dalla finestra della sua abitazione in via Sardegna, nel quartiere di Borgo Bovio. Nessun dubbio sulla volontarietà del gesto: la donna si è gettata dal secondo della sua abitazione. La donna, al nono mese di gravidanza, è stata soccorsa in condizioni critiche e trasportata d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale “Santa Maria”.

I sanitari hanno immediatamente effettuato un parto cesareo d’urgenza, ma per il neonato non c’è stato nulla da fare. La madre, invece, lotta tra la vita e la morte, assistita dal personale medico del nosocomio ternano. Attualmente è in prognosi riservata: nella caduta ha riportato fratture alle vertebre e alle caviglie. A dare l’allarme è stato il marito, tra i primi a essere sentito dagli investigatori della polizia. I vicini parlano di una coppia riservata.

 Le circostanze dell’accaduto sono attualmente oggetto di indagine da parte della polizia di Stato, che opera sotto il coordinamento della procura di Terni. La donna, secondo quanto ricostruito, avrebbe avuto in passato un percorso di cura in ambito psichiatrico, seguito da strutture sanitarie del comprensorio folignate. Anche per questo motivo, le autorità proseguono le indagini all’interno dell’ambiente familiare,  per comprendere il contesto psicologico e sociale della giovane madre, che viveva sola al momento del tragico gesto. Non si esclude l’acquisizione di documentazione sanitaria pregressa, utile a definire meglio il quadro. A quanto sembra, i suoi problemi mentali risalirebbero alla prima gravidanza, tanto che a tutela del primogenito, che non vive con lei, era già intervenuto il tribunale.

Il pm di  Terni Andrea Claudiani, che affianca nell’inchiesta il magistrato di turno, pm Marco Stramaglia, è intenzionato a chiarire l’accaduto per la rilevanza umana e sociale della vicenda, prima ancora che giudiziaria.Se sopravviverà, in teoria la donna rischia l’incriminazione per omicidio del suo bambino in grembo, anche se la legge fa un distinguo quando si parla di feto e alla fine potrebbe risultare non imputabile.

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