Piazza Ridolfi, il M5S all’attacco: “Errore grave e danno ai cittadini, ora servono risposte”

Il Movimento 5 Stelle accusa l’amministrazione Bandecchi: lavori abusivi, nessuna autorizzazione e danno economico pubblico. Presentato un esposto alla Corte dei Conti

“È stato fatto un errore, perché qualcheduno si è messo a scavare senza capire cosa stava facendo”. Con queste parole, il sindaco di Terni Stefano Bandecchi ha rotto il silenzio su uno degli episodi urbanistici più discussi degli ultimi mesi, ammettendo — seppur tardivamente — le responsabilità sul caso Piazza Ridolfi. Una dichiarazione che non ha però placato le critiche, anzi: ha innescato una durissima reazione politica da parte del Movimento 5 Stelle, che accusa la Giunta di aver violato la legge e generato un danno economico alla collettività.

La vicenda ruota attorno ai lavori eseguiti nel cuore della città, dove un’area progettata come emblema dell’architettura razionalista è stata modificata per ricavare tre posti auto, davanti a una pizzeria. Un intervento improvvisato e privo di autorizzazioni formali, secondo quanto denuncia il gruppo consiliare pentastellato, che ha presentato un esposto alla Corte dei Conti per verificare l’esistenza di un possibile danno erariale.

“Non è stato ‘qualcheduno’ a scavare. Sono stati il suo vicesindaco e il suo assessore, in diretta social, a spiegare cosa stavano facendo”, ribadiscono i consiglieri M5S, smentendo le versioni altalenanti fornite dall’amministrazione: prima si era parlato di “prova tecnica”, poi di “manutenzione”, infine di “errore”.

Il Movimento contesta anche il maldestro tentativo di attribuire le responsabilità ai dirigenti comunali, coprendo, a loro dire, le scelte politiche degli assessori. Una gestione definita “dilettantesca”, che ha prodotto una ferita visibile nel tessuto urbano della città e generato costi già ricaduti sulle casse pubbliche: dalla rimozione del porfido allo spostamento temporaneo della fermata dell’autobus, fino ai cordoli posizionati senza autorizzazione.

A preoccupare maggiormente è però l’assenza di trasparenza. Dopo la richiesta formale di accesso agli atti presentata l’8 agosto, dal Comune non è arrivata alcuna risposta, alimentando i sospetti di un vero e proprio insabbiamento. “Un abuso in piena regola”, accusa il M5S, “in spregio alla legge e al diritto di controllo democratico”.

Nel mirino c’è anche la mancata autorizzazione della Soprintendenza, che ha fermato i lavori, confermando che l’intervento era stato effettuato senza progetto esecutivo e senza atti amministrativi di riferimento. Un dettaglio che, secondo il gruppo pentastellato, rende l’intervento ancor più grave e chiama in causa direttamente la responsabilità politica dell’assessore ai lavori pubblici.

“Se sarà accertata l’assenza di atti e la presenza di un danno economico per la collettività, l’assessore deve dimettersi. Sarebbe il minimo, per rispetto verso la città”, afferma il gruppo territoriale del M5S di Terni.

Nel frattempo, sono i cittadini a pagare il prezzo dell’intervento contestato. “Pagano con le proprie tasse per un pasticcio senza firma, senza capo né coda”, si legge nella nota del Movimento, che chiude con un messaggio chiaro: “Terni merita rispetto, non improvvisazione. Piazza Ridolfi deve tornare ad essere un simbolo della città, non il monumento all’arroganza di chi governa senza ascoltare”.

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