La denuncia: “Ho due bambine piccole e sono stata cacciata da casa. Ater non mi ascolta”

Riceviamo e pubblichiamo da Jennifer Lisuzzo, con un compagno e madre di due bambine. A farsi portavoce di questa storia il consigliere del misto Danilo Primieri

Riceviamo e pubblichiamo da Jennifer Lisuzzo, con un compagno e madre di due bambine. A farsi portavoce di questa storia il consigliere del misto Danilo Primieri

“Sono Jennifer lisuzzo madre di due bambine di 5 e 7 anni sono stata sfrattata da via San Vincenzo 8. Nonostante avessi regolarmente firmato un contratto per 5 anni, dopo ochi giorni ho avuto problemi in casa con delle porte che si staccavano dai muri. A mie spese ho dovuto cambiare il sistema idraulico e inoltre ho dato soldi alla mia padrona di casa senza farmi alcuna ricevuta. Ad un certo punto, si è presentato il suo avvocato dicendomi che avrei dovuto lasciare casa. Non avendo io un avvocato difensore, ho dovuto lasciare casa.

Avevo bisogno a tutti i costi di una casa e nella disperazione ne ho occupata una, insieme col mio compagno: dovevo tutelare le mie bambine e dare loro un tetto. Dopo pochi mesi sono stata allontanata dalla Polizia Locale e con l’assegnatario dell’Ater, nonostante avessimo trovato un accordo per pagare l’affitto con gli arretrati. Da mamma mi sono sentita mortificata perché davanti alle mie figlie hanno murato casa e concedendomi solo 24 ore per andarmene. Per fortuna grazie alla generosità di una persona, ho vissuto 4 giorni in albergo ma ora mi  ritrovo a girare tutta la città sperando di trovare un alloggio in affitto per me e le figlie.

di tempo per cercare un altro alloggio in quel caso è intervenuta una persona per fortuna si ha pagato quattro giorni di albergo e adesso mi ritrovo a girare tutta la città sperando di trovare un alloggio una casa dove poter pagare l’affitto ma soprattutto per avere una stabilità fissa per me e le mie figlie. Nel frattempo ho visto l’Ater assegnare la casa dove io sono stata ad un’altra persona. Non ho chiesto una villa, ho chiesto una casa pagando l’affitto, ma nessuno mi ascolta. Mi sono informata: ci sono 600 case libere a Terni e io devo girare la città per dare un tetto alle mie figlie e farle stare al caldo”

Primieri chiosa: “Non auguro mai a nessuno di passare questi brutti momenti. Bisogna che qualcuno si metta una mano sulla coscienza esappia prendere le giuste decisioni senza fare arrivare la gente all’esasperazione, come nel caso di questa ragazza”

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