Vicenda Le Mole, la famiglia Caponi: “Il Comune mente, sapeva del nostro progetto”

Francesco Bussotti Caponi contesta l’inerzia dell’amministrazione e chiede un incontro urgente con Regione e Comune: “Progetto ignorato, ma già centinaia le candidature arrivate”

Continua a far discutere la notizia che Le Mole, il parco nelle Gole del Nera sarerebbero parzialmente in un’area privata e che in base a questo il proprietario ha intenzione di trasformarle in un’area a pagamento.

Il sindaco ha attaccato la famiglia Caponi proprietaria del terreno ribadendo che esiste un contratto per l’uso pubblico, ma i Caponi rilanciano. Lamministratore della società, Francesco Bussotti Caponi, ha denunciato pubblicamente l’inerzia dell’amministrazione comunale rispetto al progetto di riqualificazione e valorizzazione dell’area del Bacino delle Mole, da decenni luogo identitario per la comunità narnese.

In  comunicato , il Comune Caponi sostiene che il Comune– nella persona del sindaco Lorenzo Lucarelli e dell’assessore Marco Mercuri – sarebbe stato perfettamente informato della situazione, nonostante abbiano manifestato pubblicamente “sorpresa e stupore” per le posizioni espresse dalla società.

Bussotti Caponi chiarisce che già il 15 ottobre era stata inviata una comunicazione formale via PEC con la quale si intimava il rilascio di una porzione di terreno di proprietà privata della società, concessa in comodato d’uso al Comune nel 2021 per consentire l’attivazione di una licenza di somministrazione ad altro soggetto.

A seguito di tale richiesta, si è tenuto il 30 ottobre un sopralluogo con consegna formale dell’area, verbalizzata e sottoscritta dal dirigente comunale ingegner Pietro Flori, nel quale il Comune avrebbe riconosciuto la titolarità della proprietà, comprensiva anche del cosiddetto “Solarium delle Mole”, in quanto parte della stessa particella catastale.

Nonostante ciò, la società denuncia la mancata risposta a una richiesta di incontro urgente inviata il 20 ottobre al sindaco e agli assessori comunali per illustrare il progetto di sviluppo dell’area. Inoltre, non è mai stata fornita documentazione richiesta con accesso agli atti il 19 settembre, relativa ai lavori eseguiti nel 2015.

“Il nostro progetto ha un obiettivo chiaro: tutelare e valorizzare il sito delle Mole”, afferma Bussotti Caponi, nipote di Alvaro Caponi, custode storico dell’area. La società intende garantire l’ingresso gratuito ai residenti del Comune di Narni, offrendo servizi di qualità, tariffe accessibili e soprattutto garantendo la sicurezza dei visitatori tramite la presenza costante di bagnini qualificati, nel rispetto delle normative per le aree balneabili.

Un altro elemento centrale è la tutela dell’identità culturale e storica del sito. La società ha provveduto a registrare il marchio “LeMole Domus Octavia Narni”, diffidando chiunque dal suo utilizzo non autorizzato, e ribadisce che la denominazione “Le Mole” è da riferirsi ai terreni di proprietà, dove sorgono gli antichi mulini restaurati dal nonno Alvaro, origine storica e toponomastica del sito.

La polemica assume anche una dimensione regionale, con l’invio di una richiesta formale di incontro agli assessori regionali Francesco De Rebotti (Sviluppo economico) e Simona Meloni (Turismo), per promuovere un confronto congiunto con il Comune di Narni. “Incomprensibile”, secondo la società, l’atteggiamento del Comune, che non solo non ha collaborato, ma sembrerebbe ostacolare un’iniziativa capace di generare occupazione e sviluppo turistico sostenibile.

Il progetto ha già attirato l’interesse della cittadinanza, con centinaia di curricula inviati a seguito della pubblicazione del comunicato stampa del 31 ottobre, a fronte di 20 posizioni lavorative aperte. Un dato che, secondo Bussotti Caponi, conferma il valore della proposta e la sua capacità di generare indotto economico locale.

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