Il comitato cittadino Sant’Efebo ha diffuso una nota molto critica sulla gestione del sottopasso ferroviario del quartiere, contestando le recenti dichiarazioni dell’assessore comunale Marco Iapadre e del presidente della prima commissione consiliare Andrea Sterlini. I residenti parlano di posizioni “insufficienti, incoerenti con la realtà dei fatti e incapaci di affrontare la gravità della situazione”, richiamando il ruolo delle istituzioni e la responsabilità amministrativa nelle decisioni che incidono sulla vita del quartiere.
Il primo elemento evidenziato riguarda la tempestività delle risposte del Comune alla petizione presentata il 7 luglio 2025. Secondo Iapadre “Non sussiste alcuna inadempienza da parte del Comune di Terni. Come tutte le istanze pervenute ci siamo attivati subito ed infatti abbiamo ricevuto una rappresentanza del comitato. Tengo a precisare che il presidente Sterlini non era presente all’incontro.”. Non è d’accordo il comitato, secondo il qualeil riscontro è arrivato solo dopo un sollecito formale e con un incontro programmato quasi due mesi dopo la consegna. Il ritardo, spiegano i residenti, rappresenta una “chiara inadempienza amministrativa”, aggravata dalla mancata consegna dei documenti di collaudo e sicurezza richiesti fin dall’inizio.
Il comitato contesta poi che, dopo il confronto con i funzionari comunali, non sia seguito alcun atto formale. Definire “massima attenzione” la gestione del sottopasso, affermano, appare privo di fondamento in assenza di misure operative o provvedimenti amministrativi. La critica si estende anche alla ricostruzione secondo cui i residenti non avrebbero trovato un accordo sulle eventuali soluzioni per la regolamentazione del traffico: il comitato ribadisce che la definizione del piano viario è competenza del Comune, non di un gruppo di cittadini.
I punti contestati
Un altro punto riguarda le valutazioni sul traffico veicolare, tema su cui l’assessore ha sostenuto una riduzione dei flussi rispetto agli anni precedenti. I residenti affermano invece di avere rilievi che mostrano un significativo aumento del traffico di attraversamento e chiedono agli uffici comunali di pubblicare i propri dati “se esistono”. Il comitato considera questa discrepanza una delle principali criticità nel dialogo con l’amministrazione.
A creare ulteriori contrasti è la definizione del sottopasso come collegamento indispensabile verso la parte est della città. Per i residenti, il quartiere non necessita della struttura per raggiungere l’ospedale, e l’altezza massima di 1,80 metri impedisce comunque il transito di mezzi di emergenza. Da qui l’accusa al Comune di voler “trasformare l’area in una servitù di attraversamento per altri quartieri, sacrificando la vivibilità di Sant’Efebo”.
Le critiche riguardano anche le dichiarazioni di Sterlini. L’esponente con il comitato che respinge ogni ipotesi di errore nella propria posizione. I residenti ricordano che lo stesso presidente aveva definito il sottopasso una “piccola vittoria” come collegamento verso San Lucio, circostanza che confermerebbe la volontà di favorire il transito attraverso la zona.
Altre contestazioni emergono sulla posizione dell’assessore, che ha collegato le decisioni definitive alla conclusione dei lavori del nuovo attraversamento. Per il comitato, ciò equivale a riconoscere implicitamente la pericolosità del sottopasso, senza però adottare interventi immediati per tutelare la sicurezza quotidiana di chi vive nella zona.
Quetsa situazione, secondo il comitato, oltre a “evidenziare il rischio per l’incolumità pubblica, mette in luce una gestione del procedimento amministrativo inaccettabile e una preoccupante confusione strategica all’interno dell’amministrazione”
Alla luce di queste criticità, i residenti chiedono un provvedimento cautelare urgente. Le opzioni proposte sono la chiusura al traffico veicolare e la trasformazione del sottopasso in percorso ciclo-pedonale, oppure l’installazione immediata di dossi e rallentatori. Il comitato rinnova inoltre la richiesta dei documenti relativi a collaudo e sicurezza strutturale, avvertendo che, in caso di ulteriori mancate risposte, “saranno avviate tutte le azioni necessarie a tutela della pubblica incolumità”. E ancora: “L’amministrazione deve chiarire: l’attuale assetto viario, già di fatto non a norma e pericoloso, è incluso nei futuri flussi di traffico previsti per l’apertura del sottopasso di Cospea, e in particolare per il collegamento al quartiere San Lucio? Il comitato invita l’amministrazione ad adempiere immediatamente ai propri doveri”
La replica dell’assessore
Iapadre però ha replicato: “I due rappresentanti non erano concordi su come regolamentare il sottopasso ferroviario esistente dopo il completamento di quello in fase di realizzazione – Ricordo che fino ad alcuni anni fa era a doppio senso di circolazione. Il flusso veicolare è pertanto diminuito rispetto ad allora. Ascoltate le osservazioni, ci siamo resi disponibili a valutare, una volta terminati i lavori del sottopasso di Cospea Alta, una diversa regolamentazione del piccolo sottopassaggio esistente, anche in forma partecipata. Ad esempio lasciando il passaggio ai pedoni ed ai ciclisti, togliendo la possibilità di impegnarlo per le autovetture”. Il comitato parla di circa 800 veicoli al giorno. “In questo momento non ci sono le condizioni per cambiare perché il sottopassaggio nuovo non è terminato. Ci sarà un maggior flusso di traffico? Tutto da verificare in un secondo momento”