La Regione tiene un incontro di condivisione del documento preliminare del nuovo piano sanitario, ma tiene fuori il direttore generale del Comune di Terni. Un fatto avvenuto nella mattinata del 9 dicembre 2025 al palazzo Broletto e che manda su tutte le furie il sindaco Stefano Bandecchi. Quanto basta per aprire il canale dell’ennesima frizione tra il primo cittadino ternano e l’amministrazione regionale di palazzo Cesaroni. “Questa mattina – dichiara il sindaco di Terni – si è verificato un atto sgradevolissimo che ha colpito un tecnico del comune, il direttore generale Claudio Carbone. La Regione ha impedito a questa figura gestionale di prendere la parola all’incontro. Al dottor Carbone è stato impedito persino di essere presente come semplice uditore“. Tra l’altro, lo stesso Carbone ha inviato una lettera alla presidente Stefania Proietti, spiegando nella stessa che la dirigente della sanità Daniela Donetti non gli ha permesso di partecipare perché considerato come una figura con ruolo politico e non gestionale.
ATTO DI PREPOTENZA. Per Stefano Bandecchi, questo non sta nè in cielo e nè in terra. Il sindaco lamenta un diritto negato al Comune di Terni attraverso il suo rappresentante, che avrebbe dovuto prendere parte all’incontro proprio perché aperto solo ai tecnici e ai dirigenti. “Il direttore generale – dice – non è un organo politico come è stato superficialmente definito, ma è previsto dall’articolo 108 del Tuel quale organico tecnico come ha ribadito la Cassazione a sezioni unite già dal 2006. Il dottor Carbone, quale coordinatore dei dirigenti, rappresentava anche la responsabile del Welfare che non era potuta essere presente. Per non trascendere, mi limito a definirmi indignato di tanta ottusità, di un atto di prepotenza politica che mortifica in maniera indecente il Comune capoluogo di Terni, di fatto silenziato su temi fondamentali per la vita delle persone come il sociale e la sanità“. Bandecchi rilancia il suo grido di battaglia: “Noi non ci faremo zittire da nessuno, continueremo a dire in ogni luogo e in ogni sede che vogliamo il nuovo ospedale territoriale, che un sacrosanto diritto per i Ternani, dopo le infrastrutture sanitarie realizzate in ogni città dell’Umbria, ad iniziare da Perugia. Noi continueremo a dire che le risorse che mette a disposizione la Regione per il welfare sono insufficienti per farsi carico dei concittadini che sono in difficoltà. Noi vogliamo una gestione più equa della regione dal punto di vista finanziario e territoriale. Su questi temi nessuno potrà zittirci, non la Presidente, che conoscevo come persona garbata e dialogante ma evidentemente mi sono sbagliato. Né tanto meno una dirigente regionale“.