Autovelox a San Gemini, ancora proteste sulla sr79: chiesta la sospensione

Lo Spi Cgil denuncia numerose multe e contesta la posizione del rilevatore di velocità ad Acquavogliera. Il sindacato propone di rivedere il limite di 50 chilometri orari e valutare interventi alternativi per la sicurezza stradale.

L’autovelox installato sulla strada regionale 79, in località Acquavogliera, nel comune di San Gemini, è al centro delle proteste di numerosi automobilisti che contestano la posizione del dispositivo e le sanzioni ricevute. A raccogliere le segnalazioni è lo Spi Cgil della zona Terni Nord-Centrale Umbra, che chiede all’amministrazione comunale di sospendere il funzionamento del rilevatore e valutare soluzioni diverse per garantire la sicurezza stradale. Secondo il sindacato dei pensionati, il dispositivo sarebbe stato collocato in un punto poco appropriato, al termine di una lunga discesa dove è previsto il limite di velocità di 50 chilometri orari. Una scelta che, a giudizio dell’organizzazione, rischierebbe di privilegiare le sanzioni rispetto alla prevenzione degli incidenti.

La richiesta arriva dopo le numerose segnalazioni raccolte nella sede sindacale di San Gemini, dove diversi cittadini si sono rivolti agli operatori per lamentare la ripetuta notifica di multe. Il sindacato precisa di non essere contrario agli strumenti elettronici di controllo della velocità, ma ritiene necessario riconsiderare le modalità con cui viene gestita la circolazione in quel tratto della regionale.

Autovelox sulla sr79, le contestazioni dello Spi Cgil

Il punto maggiormente contestato riguarda la collocazione del rilevatore lungo la discesa che conduce verso Acquavogliera. Secondo lo Spi Cgil, le caratteristiche della strada renderebbero particolarmente difficile rispettare il limite attualmente previsto.

Il sindacato ritiene che la presenza del dispositivo, nelle condizioni attuali, non rappresenti la risposta più adeguata ai problemi di sicurezza della viabilità locale.

«Questo sistema – fanno sapere i pensionati della Cgil – va a vessare molti cittadini di San Gemini già oberati da un costo della vita divenuto stellare. Registriamo infatti una marea di persone che si recano al nostro ufficio di San Gemini per segnalare la continua notifica di sanzioni».

Le proteste riguardano quindi anche le conseguenze economiche delle contravvenzioni, che secondo l’organizzazione inciderebbero sui bilanci delle famiglie e dei pensionati.

Lo Spi Cgil sottolinea tuttavia che il problema principale non sarebbe l’esistenza dei controlli, quanto la loro efficacia rispetto all’obiettivo di ridurre i rischi per chi percorre la strada.

«Crediamo che in tal modo non si affronti alla radice il problema strutturale della sicurezza stradale. Non siamo contrari a tali strumenti di controllo, ma reputiamo che il dispositivo sulla sr79 sia collocato in un punto inopportuno, perché al termine di una lunga discesa dove il limite di 50 chilometri orari è veramente proibitivo».

Traffico ad Acquavogliera, il problema dei percorsi alternativi

Alle contestazioni sulle multe si aggiunge un’altra questione sollevata dal sindacato: l’aumento del traffico sulle strade interne di Acquavogliera.

Secondo quanto riferito dallo Spi Cgil, alcuni automobilisti avrebbero iniziato a modificare i propri itinerari per evitare il tratto della sr79 interessato dal controllo elettronico della velocità.

Una scelta che, sempre secondo l’organizzazione, starebbe producendo effetti sulla circolazione nel quartiere, con un maggior passaggio di veicoli lungo percorsi alternativi.

«La presenza di tale rilevatore – aggiungono – sta incentivando gli automobilisti a effettuare percorsi alternativi che vanno a incrementare il traffico che attraversa il quartiere di Acquavogliera, con relativi impatti ambientali negativi».

Il sindacato chiede dunque che la valutazione sull’efficacia dell’autovelox tenga conto non soltanto delle velocità rilevate sulla strada regionale, ma anche delle possibili conseguenze sulla viabilità circostante.

L’eventuale spostamento dei flussi di traffico verso le strade del quartiere rappresenta uno degli aspetti sui quali lo Spi Cgil sollecita un approfondimento da parte dell’amministrazione.

Limite a 60 chilometri orari o rotatoria, le alternative proposte

La richiesta principale è quella di sospendere l’attività dell’autovelox sulla sr79, almeno per consentire una valutazione delle possibili modifiche alla regolamentazione della velocità e alla configurazione della strada.

Lo Spi Cgil avanza diverse ipotesi, a partire dall’innalzamento del limite dagli attuali 50 a 60 chilometri orari, ritenendo che le caratteristiche del tratto possano consentire una diversa soglia.

Un’altra possibilità indicata riguarda l’introduzione di sistemi fisici per moderare la velocità, qualora si decidesse di mantenere il limite attuale.

«Chiediamo all’amministrazione comunale di San Gemini – affermano infatti dal sindacato – un momento di riflessione e chiediamo di sospendere il funzionamento di tale rilevatore. Al contempo si possono cercare soluzioni alternative al sistema attuale che ha, invece, solamente una funzione repressiva».

Tra gli interventi suggeriti figura anche la realizzazione di una rotatoria all’intersezione tra la sr79, il bivio per Acquavogliera e via Enrico Fermi, con l’obiettivo di intervenire direttamente sull’organizzazione della circolazione.

«Tale soluzione può passare da un innalzamento della velocità consentita a 60 chilometri orari, perché ne ha le caratteristiche, oppure, se si vuole mantenere il limite di velocità attuale, dall’installazione lungo il percorso incriminato di dossi artificiali previsti dalla legge. Alternativa può essere la realizzazione di una rotatoria nell’intersecazione tra la sr 79, il bivio per Acquavogliera e via Enrico Fermi».

Le proposte richiederebbero comunque verifiche tecniche e normative da parte degli enti competenti. In particolare, l’eventuale modifica del limite di velocità dovrebbe essere valutata sulla base delle caratteristiche della strada, mentre l’installazione di dossi artificiali è soggetta a specifiche limitazioni previste dal Codice della strada e dal relativo regolamento.

Il sindacato chiede un confronto con il Comune di San Gemini

Lo Spi Cgil richiama anche un precedente confronto con l’amministrazione comunale, relativo alla riduzione della Taric 2025, la tariffa corrispettiva sui rifiuti.

Secondo l’organizzazione, la proposta avanzata circa un anno fa era stata accolta dal Comune e la relativa riduzione dovrebbe trovare applicazione nel corso dell’anno, con benefici per le fasce economicamente più fragili della popolazione.

Il sindacato cita quell’esperienza per sollecitare un analogo percorso di dialogo sulla questione dell’autovelox di Acquavogliera.

«Se ha la volontà – conclude lo Spi Cgil –, questa amministrazione può trovare una soluzione alternativa e propositiva, così come avvenuto quasi un anno fa, quando, su nostra proposta, fu recepita la richiesta di riduzione della Taric 2025, che già da quest’anno sarà operativa e aiuterà cosi le fasce più deboli dei cittadini che abitano a San Gemini. Rimaniamo fiduciosi che questa riflessione avvenga e attendiamo segnali propositivi».

La richiesta di sospensione del rilevatore è ora rivolta all’amministrazione comunale di San Gemini, chiamata dal sindacato a valutare le contestazioni dei cittadini e le possibili alternative per la gestione della velocità lungo la strada regionale 79.

Redazione

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