Una protesta pacifica contro l’autovelox installato nel territorio di San Gemini si è svolta nel tardo pomeriggio di lunedì 11 maggio nei pressi della postazione di controllo della velocità. All’iniziativa, organizzata dai consiglieri comunali di minoranza, hanno partecipato circa cinquanta cittadini radunatisi all’esterno di un esercizio pubblico della zona di Acquavogliera. Al centro della contestazione il numero elevato di sanzioni elevate, il limite di velocità fissato a 50 chilometri orari e le conseguenze sul traffico nel centro abitato.
La manifestazione nasce dopo l’accesso agli atti effettuato dal consigliere comunale del Movimento Cinque Stelle Diego Diomedi, che ha verificato i dati relativi alle multe elevate dall’attivazione dell’autovelox fino al 6 maggio scorso.
“Sono 3.097 le multe accertate. Naturalmente dal 6 maggio in poi ne sono state elevate ulteriori”, ha dichiarato Diomedi durante il presidio. Il consigliere ha evidenziato come il tema centrale non riguardi soltanto il numero delle sanzioni, ma soprattutto il posizionamento del dispositivo e il limite di velocità ritenuto troppo basso.
“Gli autovelox vengono posizionati per questioni di sicurezza. In questo caso viene meno, poiché il traffico si è spostato nel centro abitato di Acquavogliera”, ha aggiunto il consigliere pentastellato, sostenendo che la presenza del rilevatore avrebbe modificato la viabilità dell’area con un incremento del traffico nelle zone residenziali.
A condividere questa posizione è stata anche la consigliera comunale Ambra Giacomelli, residente nella zona interessata dalla viabilità alternativa generata dalla presenza dell’autovelox.
“A causa dell’autovelox il grande traffico si è spostato nel centro abitato. La pericolosità è aumentata per bambini, anziani e persone con disabilità. Un incremento inaccettabile sia per i cittadini che per i residenti”, ha affermato Giacomelli nel corso dell’iniziativa.
Durante il presidio sono intervenuti anche altri esponenti della minoranza consiliare. La consigliera Federica Montagnoli ha definito la scelta di collocare il rilevatore “la goccia che ha fatto traboccare il vaso”, ricordando la propria esperienza amministrativa nella prima consiliatura guidata dal sindaco Luciano Clementella.
Montagnoli ha sottolineato come il confronto e la condivisione avessero caratterizzato quella fase amministrativa, spiegando di aver proposto una diversa collocazione dell’autovelox. “Ho fatto notare che forse era più corretto collocarlo all’incrocio tra via Fermi e via Gramsci, senza ricevere risposta”, ha dichiarato.
La protesta si inserisce nel dibattito aperto sul ruolo degli autovelox e sulle modalità di gestione della sicurezza stradale nei centri abitati. I manifestanti chiedono una revisione della posizione del dispositivo e, in alcuni casi, anche il suo spegnimento immediato, sostenendo che l’attuale collocazione stia provocando criticità per la circolazione e per la sicurezza dei residenti di Acquavogliera.
Seguici su
Aggiungi ternitomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.