Un altro incidente stradale, l’ennesimo, ha coinvolto un rider a Terni, sollevando nuovamente l’allarme sulle condizioni di sicurezza dei lavoratori digitali. Domenica 30 marzo, in via Eroi dell’Aria, un ciclofattorino è stato investito mentre era in sella alla sua bicicletta. Le sue condizioni sono risultate subito gravi ed è stato trasportato d’urgenza in ospedale.
“Una mattanza continua che deve interrogarci tutti”, ha dichiarato la Nidil Cgil di Terni in una nota durissima, che torna a denunciare il grave stato di precarietà e sfruttamento in cui versano i rider. “La nostra regione e la nostra provincia si confermano maglia nera in relazione alla sicurezza sul lavoro”, ha aggiunto il sindacato.
“Un modello di sviluppo basato sullo sfruttamento”
La denuncia della Nidil Cgil non si limita all’episodio singolo, ma si inserisce in un quadro più ampio di criticità strutturali. “I rider rappresentano la punta dell’iceberg di un modello di sviluppo basato sullo sfruttamento – prosegue la nota – che scarica sui lavoratori ogni responsabilità e alimenta una malsana competizione fra ultimi, sottoposti a continue pressioni per massimizzare i guadagni”.
Secondo i dati dell’osservatorio permanente del sindacato, il 90% dei rider lavora senza tutele, con contratti fragili, orari estenuanti e paghe che vanno dai 50 ai 200 euro lordi a settimana. Ogni giorno, questi lavoratori percorrono in media 20 chilometri, spesso ignorando condizioni meteo avverse o situazioni di pericolo, pur di non perdere il compenso. “Il 60% degli infortuni non viene dichiarato e denunciato all’Inail”, evidenzia Nidil, tracciando un quadro inquietante della sicurezza sul lavoro.
“Un panino vale più di una vita?”
Il sindacato punta il dito anche contro le piattaforme digitali, responsabili secondo Nidil Cgil di non aver sospeso le consegne nemmeno durante gravi allerta meteo, come avvenuto in diverse zone colpite da recenti alluvioni. “Davvero un panino vale più di una vita?”, si chiede amaramente la sigla sindacale, rilanciando la proposta di una normativa regionale che coinvolga le rappresentanze sindacali e garantisca standard minimi di sicurezza per i lavoratori del settore.
A supporto della denuncia, Nidil Cgil e Inca nazionale hanno realizzato un vademecum dedicato agli infortuni e alle malattie professionali dei rider, un utile strumento per informare i lavoratori sui propri diritti e sulle modalità di tutela.
La politica si muove: proposta di legge regionale
Sul tema è intervenuto anche il consigliere regionale Francesco Filipponi (Pd), che ha annunciato un’iniziativa legislativa con la collega Maria Grazia Proietti. “Il tema della sicurezza dei lavoratori digitali cosiddetti ‘riders’ ci sta molto a cuore”, ha dichiarato Filipponi, illustrando i punti salienti del disegno di legge depositato.
“Nella proposta la sicurezza è una delle principali criticità affrontate, perché il lavoro su strada comporta rischi elevati, aggravati dalle condizioni meteo e dalla pressione lavorativa. Il primo passaggio in Terza Commissione è stato approvato all’unanimità. Ora vogliamo avviare un confronto diretto con i lavoratori e le organizzazioni sindacali”.
L’obiettivo della proposta è chiaro: “Approvare misure utili per dare maggiori tutele e garanzie ai riders”, ha concluso il consigliere, aprendo la strada a un possibile cambio di passo normativo.