Stadio-clinica, nervi tesi: fine della mediazione, fra i tifosi delle Fere monta la rabbia

Depositate le memorie difensive del Comune di Terni: finisce il tentativo di mediazione e si apre la fase giudiziaria del progetto stadio-clinica. Ma intanto fra la tifoseria monta il malcontento

Il progetto Stadio-Clinica di Terni approda al giudizio del Tar dell’Umbria, dopo che il Comune di Terni ha depositato la propria memoria difensiva contro il ricorso presentato dalla Regione Umbria.Ne riferisce Tag 24 Umbria, il giornale dell’ateneo Niccolò Cusano.

La decisione è arrivata al termine di una lunga riunione negli uffici comunali, dove tecnici, amministratori e rappresentanti delle società coinvolte hanno definito la linea difensiva che sarà discussa all’udienza del 18 novembre, quando i giudici amministrativi esamineranno la richiesta di sospensiva cautelare presentata da Palazzo Donini.
Il confronto si concentra sulla determina comunale che ha dato attuazione agli esiti positivi della Conferenza dei Servizi e sulla quale la Regione ha sollevato presunte violazioni di competenze e norme di settore.

Posizioni contrapposte: lo scontro

Nel pomeriggio del 13 Novembre, gli avvocati del Comune hanno firmato e depositato un documento di 29 pagine, elaborato dopo un confronto con il responsabile del procedimento Piero Giorgini, gli assessori più direttamente coinvolti e i delegati di Ternana Calcio e Stadium S.p.A., anch’essi interessati dal ricorso. La riunione ha consentito di definire gli argomenti centrali della difesa e di introdurre alcune modifiche tecniche alla versione preliminare del testo.

Al centro del contenzioso c’è la determina dirigenziale con cui il Comune ha recepito gli esiti della Conferenza dei Servizi, ritenendo superate tutte le criticità. Per la Regione Umbria, invece, gli atti comunali violerebbero competenze sanitarie regionali, difetterebbero di trasparenza e motivazione, e costituirebbero un eccesso di potere. Per questo ha chiesto l’annullamento degli atti e la sospensione immediata della loro efficacia.

Il Comune sostiene tesi opposte: secondo Palazzo Spada, la Regione sarebbe priva di interesse concreto a ricorrere, poiché la procedura rispetta la normativa nazionale e il dissenso sanitario non sarebbe stato esercitato con gli strumenti previsti. L’amministrazione rivendica inoltre la propria competenza a rilasciare l’autorizzazione edilizia, in presenza di compatibilità con la programmazione regionale, richiamando la delibera che assegna 80 posti letto alla provincia di Terni. Le fasi di accreditamento e convenzionamento, ricorda la difesa, restano di competenza regionale e si attiveranno solo a struttura realizzata.

Il nodo tecnico-giuridico riguarda dunque la distinzione tra autorizzazione alla costruzione della struttura sanitaria e autorizzazione all’esercizio: due procedimenti separati, su cui Comune e Regione hanno interpretazioni divergenti. Sarà questa la materia decisiva della camera di consiglio del 18 novembre, dove il Tar dovrà valutare se bloccare o meno il progetto.

La diffida che complica i piani

Nei giorni precedenti il deposito della memoria, il sindaco Stefano Bandecchi aveva manifestato apertura a un confronto diretto con la presidente regionale Stefania Proietti, nel tentativo di evitare lo scontro giudiziario. La trattativa, tuttavia, non ha prodotto un’intesa. Certamente, al di là dello scontro politico che si è venuto a creare sulla vicenda, c’è anche da mettere sul piatto la diffida che sempre nella giornata del 13 Novembre, Ternana e Stadium hanno presentato alla Regione, mettendo sul piatto la possibile fine del progetto e quindi la liquidazione della Ternana.

Difficile capire quali saranno gli sviluppi della vicenda, ma intanto fra la tifoseria rossoverde monta il malcontento. Non solo perchè è di nuovo a rischio il futuro della Ternana ma anche perchè la questione sportiva è utilizzata – da entrambe le parti – anche  a fini politici.

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