A un anno dall’omicidio di Ilaria Sula, la città di Terni ha tributato domenica pomeriggio un commosso ricordo alla giovane ternana uccisa da Mark Samson, con un evento culturale e commemorativo ospitato nella Biblioteca Comunale di Terni (Bct). L’iniziativa, intitolata “Ilaria, a un anno da te”, ha riunito istituzioni, studenti, artisti e cittadini in un momento di riflessione collettiva contro la violenza sulle donne.
Il formato scelto è stato quello del caffè letterario, curato nella regia da Antonella Sgueglia, che ha coordinato gli interventi di Riccardo Allegretti, Giuseppe Arcangeli, Chiara Bandini, Maura Manili, Simone Martinelli, Francesca Prete e Beatrice Tasca. Le musiche originali sono state composte ed eseguite da Alessandra Martinelli, mentre gli studenti del liceo musicale “Angeloni” di Terni hanno partecipato attivamente alla cerimonia. Presenti anche i rappresentanti del Comune e della Provincia di Terni.
Il testo letto dall’amica
Tra i momenti più intensi della commemorazione, la testimonianza di una compagna di università di Ilaria, che ha ripercorso con parole personali e cariche di emozione il legame costruito negli anni con la giovane vittima:
«Ricordo con nostalgia i pomeriggi passati insieme a fare i compiti, le chiacchierate infinite, le risate nella sua camera, i pranzi interminabili a casa mia. Erano momenti che allora sembravano normali, ma che oggi custodisco come ricordi indelebili. Negli ultimi anni poi c’erano il nostro uscire a Roma, il sushi era diventato il nostro appuntamento fisso, il momento in cui ci raccontavamo tutto quello che stava succedendo nelle nostre vite, tra sogni, progetti e piccoli aggiornamenti. Pensare che tutto questo sia stato interrotto così è qualcosa che ancora fa male ad accettare.
La violenza di genere l’ha portata via troppo presto, lasciando un vuoto enorme nella sua famiglia, tra noi amici e in tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerla. Nel 2026 non dovrebbe più esistere la necessità di parlare di queste cose. La sopraffazione e la violenza non saranno mai una risposta. Dovremmo essere capaci di accettare le scelte degli altri, anche quando fanno male. E trovare la forza di andare avanti, invece, è bastato per portarci via Ilaria in modo irreparabile.
Oggi però voglio ricordarla per quello che è stata: una presenza luminosa nelle nostre vite, un’amica vera, una persona capace di lasciare un segno profondo nel cuore di chi l’ha conosciuta. Ilaria non è solo il dolore della sua assenza. Ilaria vive nei nostri ricordi, nelle risate che abbiamo condiviso, nei momenti che resteranno per sempre con noi. Continuerà a vivere ogni volta che parleremo di lei, ogni volta che la ricorderemo, ogni volta che qualcosa verrà fatto per tenere viva la sua memoria, come siamo qui a fare oggi.»
Le parole della compagna sintetizzano il senso profondo dell’intera iniziativa: trasformare il dolore collettivo in memoria attiva, opponendo alla violenza di genere una risposta culturale e civile duratura. Il richiamo esplicito al 2026 come anno in cui simili tragedie non dovrebbero più accadere restituisce alla commemorazione una dimensione non soltanto affettiva, ma anche di denuncia sociale.
La scelta della Bct come sede sottolinea la volontà di collocare il ricordo di Ilaria in uno spazio pubblico e aperto, tradizionalmente dedicato alla cultura e al dibattito civile. Il coinvolgimento degli studenti del liceo musicale “Angeloni” evidenzia inoltre l’attenzione rivolta alle giovani generazioni, chiamate a costruire una cultura fondata sul rispetto e sul rifiuto di ogni forma di sopraffazione.
L’evento si inserisce nel percorso di sensibilizzazione avviato a Terni dopo il femminicidio di Ilaria Sula, che aveva già mobilitato migliaia di cittadini nella fiaccolata organizzata in segno di cordoglio e protesta contro ogni violenza sulle donne.
Foto di Nunzio Foti
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