Si sono chiuse alle ore 15 di lunedì 23 marzo le operazioni di voto per il referendum sulla riforma della Giustizia in Umbria, dove ha partecipato il 65,05% degli aventi diritto, secondo il dato definitivo.
Nei centri principali, l’affluenza ha mostrato valori diversi: a Perugia si è recato alle urne il 67,49% degli elettori, mentre a Terni il dato si è attestato al 61,94%, risultando inferiore alla media regionale. In provincia di Terni, l’affluenza complessiva ha raggiunto circa il 64%, confermando un livello di partecipazione significativo ma non uniforme sul territorio. Vittoria netta del NO anche in Umbria
Dato definitivo NO AL 51,68% (219.751 voti); SÌ AL 48,32% (205.479 voti). Schede nulle: 1.835; Schede bianche: 1.002; Schede contestate: 7.
A trainare il risultato sono stati soprattutto i grandi centri urbani, in particolare Perugia, dove i voti contrari hanno raggiunto il 55,31%, superando di oltre undici punti il 44,69% dei favorevoli. L’esito complessivo regionale si è attestato al 51,68% per il No contro il 48,32% per il Sì, confermando una prevalenza più contenuta ma comunque significativa.
La consultazione si è distinta anche per l’elevata partecipazione: l’affluenza ha raggiunto il 65,06%, più che raddoppiando il dato del precedente referendum del giugno 2025, quando si era fermata intorno al 31%. Il confronto con le ultime elezioni regionali, che avevano registrato un’affluenza del 52,3%, evidenzia una mobilitazione ampia e diffusa sul territorio.
Analizzando i risultati nei principali comuni umbri, emerge un orientamento chiaro nelle città più popolose. A Terni, il No ha ottenuto il 52,67%, mentre il Sì si è fermato al 47,33%. A Foligno, il distacco è stato ancora più marcato, con il 54,06% per il No e il 45,94% per il Sì. Tuttavia, non sono mancate alcune eccezioni significative: a Norcia, area simbolo del sisma del 2016, il Sì ha prevalso con il 67,51%, contro il 32,49% del No. Analogo scenario a Todi, dove i favorevoli hanno raggiunto il 57,59%, superando il 42,41% dei contrari.
Il peso determinante dei grandi centri urbani ha influenzato l’esito finale della consultazione, contribuendo alla vittoria del No a livello regionale.
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