Inflazione, Umbria fra regioni più care d’Italia. A Terni la spesa costa sempre di più

Tasso regionale del 2, 4 percento, superiore alla media nazionale. Nella città dell'acciaio, scendono acqua e luce ma si impennano i generi alimentari

L’inflazione continua a mordere l’Umbria. Lo dice l’Istat, secondo cui a ottobre, le città di Perugia e Terni hanno sperimentato un tasso di inflazione regionale del 2,4 percento, superando l’1,7 registrato a livello nazionale. Nonostante l’Unione nazionale consumatori abbia osservato un rallentamento generale dell’aumento dei prezzi, con l’inflazione nazionale scesa sotto il 2, Perugia continua a essere una delle dieci città italiane più costose, con un tasso di inflazione del 2,5.

Nell’analisi dei prezzi al consumo effettuata dal Comune di Perugia, si evidenzia un notevole aumento nelle bollette di servizi come abitazione, acqua, elettricità e combustibili, con un incremento congiunturale del 3,4 percento.

Il paniere di Terni fa segnare una diminuzione  dell’inflazione da settembre a ottobre, passando dal 5,8 al 1,8 percento. È importante notare che questa diminuzione è attribuibile non solo a un reale rallentamento dei prezzi, ma anche a fattori tecnici nel calcolo dell’inflazione.

Sebbene il settore relativo a abitazione, acqua, elettricità e combustibili abbia registrato una variazione annua negativa del -16,6, i beni alimentari hanno visto un aumento del 7. In questo settore, i prezzi di patate, olio d’oliva e zucchero rimangono elevati, con aumenti annuali tra il 28,2 e il 52,6 percento

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