Scontro sui vertici del Sii: Comune in maggioranza, Orsini si oppone, dem protestano

Il presidente non ritiene legittima la votazione e chiede la maggioranza qualificata. Risponde il vicesindaco Corridore. Dem annunciano che diserteranno la nuova seduta

“L’interesse delle collettività è e sarà sempre più importante delle poltrone, del potere; proprio per questo motivo comunichiamo la nostra decisione di non voler partecipare alla prossima assemblea per il rinnovo del Consiglio di amministrazione del Sii (Servizio idrico integrato)”. È quanto dichiarano gli amministratori del Partito Democratico (PD) coinvolti nella scelta dei vertici aziendali.

Secondo il PD, la gestione amministrativa del SII “necessita di competenza, rappresentatività territoriale e soprattutto di unità di intenti, nell’interesse di famiglie e imprese.” Tuttavia, sostengono che la situazione “ha assunto sempre più una connotazione politica, dimenticando altresì i veri obiettivi da perseguire; una querelle a cui il Pd non intende partecipare oltre”.

Il Comune di Terni, a guida Alternativa Popolare, con oltre la metà delle utenze del SII, “si dovrebbe assumere la responsabilità e l’impegno (come del resto è sempre stato) di delineare e guidare il percorso di una società che gestisce un bene essenziale come l’acqua, sempre e solo guardando all’interesse dell’intera collettività.” Tuttavia, i Dem criticano il comportamento del Comune di Terni e di altre amministrazioni di centro-destra, sostenendo che “hanno finora solo massimizzato i propri interessi, dimenticandosi del bene comune.”

Nel corso dell’assemblea, è emersa una controversia sulla validità della votazione, con il presidente Carlo Orsini che ha deciso di non riconoscerne la validità. Il Comune di Terni intende impugnare questa decisione e chiederà alle autorità competenti di valutare la situazione. Il vicesindaco Corridore fa notare che la lista del Comune ha la maggioranza grazie al voto del sindaco di Lugnano Filiberti – appena passato proprio con Ap- e attacca la decisione di OrsinI: “Si tratta di una interpretazione di parte, che non trova alcun riscontro nelle regole.
L’ art.11 dello statuto prevede, infatti, che il CDA debba essere eletto a maggioranza dei soci pubblici senza richiamare maggioranze qualificate.Il Comune di Terni impugnerà in ogni sede l’illegittima decisione del presidente Carlo Orsini, espressione della destra, che così facendo oltretutto si è mantenuto in carica. Abbiamo richiesto l’invio del verbale alle autorità con competenze penali e amministrative per una valutazione in merito.

 

 

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