Arvedi Ast, l’analisi sui fattori di rischio rassicura l’azienda

I dati emersi dall'indagine sull'esposizione ai metalli hanno rassicurato l'azienda, mostrando livelli inferiori ai limiti di sicurezza stabiliti e, in molti casi, allineati ai valori di riferimento per la popolazione non esposta professionalmente

Arvedi AST, in collaborazione con l’Università degli Studi di Perugia, ha svelato i risultati di un’indagine pionieristica denominata “Progetto Salute“, mirata a esaminare i rischi professionali e gli stili di vita dei suoi lavoratori. Questo studio, articolato in tre segmenti principali – esposizione ai metalli, rischi per l’apparato respiratorio e promozione della salute – è stato oggetto di presentazione in un evento ospitato presso la Biblioteca Arvedi AST, alla presenza di illustri accademici, rappresentanti del settore medico e industriale, oltre a sindacati e associazioni.

L’analisi ha incluso un campione di oltre 400 impiegati, focalizzandosi su aspetti quali l’esposizione cumulativa a metalli pesanti, l’incidenza di fattori di rischio sull’apparato respiratorio e l’adozione di misure volte a incentivare uno stile di vita salutare tra i lavoratori.

I dati emersi dall’indagine sull’esposizione ai metalli hanno rassicurato l’azienda, mostrando livelli inferiori ai limiti di sicurezza stabiliti e, in molti casi, allineati ai valori di riferimento per la popolazione non esposta professionalmente. L’obiettivo era correlare l’esposizione ambientale dei dipendenti a Cromo e Nichel con la concentrazione di questi metalli nelle urine, rivelando un efficace controllo ambientale.

Per quanto riguarda l’apparato respiratorio, lo studio non ha rilevato criticità significative, registrando anzi un miglioramento del quadro sanitario tra il 2015 e il 2018, grazie a strategie preventive e formative. L’analisi ha permesso di tracciare il profilo di salute respiratoria di 442 soggetti su un periodo di cinque anni, identificando un leggero declino in gruppi particolarmente esposti a agenti pneumopatogeni.

L’indagine si è altresì concentrata sugli stili di vita dei dipendenti, proponendo interventi volti a promuovere abitudini salubri in linea con le raccomandazioni dell’Istituto Superiore di Sanità e del Ministero della Salute. Questo segmento dello studio ha incluso un confronto tra i lavoratori di Arvedi AST e quelli dell’Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni, esaminando vari aspetti quali il fumo, il consumo di alcol, l’attività fisica e l’alimentazione.

Grazie ai risultati del “Progetto Salute“, Arvedi AST ha potuto implementare iniziative di sensibilizzazione e prevenzione, dalla lotta al tabagismo alla promozione di una dieta equilibrata e alla lotta contro il sovrappeso, confermando il suo impegno verso la salute e il benessere dei propri dipendenti e rafforzando il proprio ruolo nell’ambito della responsabilità sociale d’impresa.

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