Al termine di giornate convulse, Stefano Bandecchi ha deciso di non parlare. Tocca al vicesindaco Riccardo Corridore raccogliere il testimone per provare a spiegare quello che è successo.
Lo ha fatto in una conferenza stampa convocata in fretta e furia nella mattina di sbato a Palazzo Spada. Nella quale ha detto soprattutto una cosa: “Prepareremo come Alternativa Popolare un documento da sottoporre al sindaco, primo firmatario il presidente nazionale di Ap Alli, con le firme di tutti i dirigenti locali del partito ad ogni livello, dei rappresentanti nelle istituzioni, per affermare che ancora ci riconosciamo nei valori fondanti di Ap e chiedere al sindaco Stefano Bandecchi di ripensarci, di ritirare le sue dimissioni”.
Nega le frizioni fra Bandecchi, Alli e Alfano, ma conferma “piccole beghe e e contrapposizioni e molti di noi hanno perso di vista quella che era l’idea iniziale. Scontri interni al partito locale che hanno portato il sindaco alla decisione delle dimissioni”. Un documento spiega il vicesindaco, frutto della riflessione che c’è stata nel gruppo dirigenziale giovedì sera.
E aggiunge: “A maggio abbiamo vinto le elezioni amministrative grazie alla sua leadership ma con il passare dei mesi, Alternativa Popolare a Terni ha iniziato a perdere, sia a livello istituzionale che politico, quello spirito di squadra, di sacrificio che ci ha sempre distinti”. Corridore parla personalismi, ambizioni da vecchi partiti e della nascita di quel modo di fare politica “che abbiamo sempre respinto”. In effetti, la corsa a salire sul carro di Ap ricorda quella per salire sul Carroccio cinque anni fa e come è andata a finire per la Lega poi s’è visto, verrebbe da dire…
Dimissioni che quindi, a detta di Corridore, sono un modo per richiamare tutti alle proprie responsabilità. Anche se ha negato faide o franchi tiratori. Un’azione di “prevenzione”, in ossequio al vecchio detto che prevenire è meglio di curare: “Noi non siamo una caserma e non cacciamo nessuno, tant’è che anche un ex assessore come Lucio Nichinonni è ancora iscritto ad Ap pur avendo poi preso la tessera di Forza Italia”, aggiunge spiegando che non ci saranno liste di proscrizione. Chi non firmerà il documento di Ap “trarrà le conclusioni più logiche e normali”.
E il Congresso? Corridore ammette – ma è stato Bandecchi a farlo per primo – che ci si attendeva più gente E precisa: “è stato lo specchio di un partito che in alcune sue parti ha perso lo spirito ben dimostrato dalla campagna elettorale che abbiamo condotto a Terni. Allo stadio Liberati, per Bandecchi, abbiamo portato 3000 persone. Al congresso un migliaio. Ciò significa che ci siamo seduti”.
La replica del Pd
A stretto giro, arriva una replica della segreteria Pd: “Secondo il vicesindaco Corridore, la causa di questa crisi all’interno della maggioranza sarebbe “la perdita di quel quid che li ha portati a governare”. Questa affermazione, sorprendente per la rapidità con cui si sarebbe verificata, solleva dubbi sulle aspettative di una legislatura quinquennale. Tuttavia, per il Partito Democratico, “è inaccettabile che una questione politica interna alla maggioranza, che detiene una solida presenza in Consiglio, paralizzi l’amministrazione cittadina. Le rassicurazioni inviate a Stefano Bandecchi e simili non interessano ai cittadini ternani; ciò che conta è che, sperabilmente, confermi le proprie dimissioni.
Se i problemi della città stanno generando dissidi interni, è imperativo che la leadership responsabile si faccia da parte prontamente, liberando la scena da un gruppo ritenuto inadeguato e incapace. È necessario ripristinare immediatamente la dignità e promuovere un dibattito democratico sano a Terni”