Nel distretto sanitario di Orvieto, visite ginecologiche sospese, indipendentemente dalla loro età, l’accesso a servizi ginecologici non è attivo. Da ottobre, il consultorio locale non dispone di personale ginecologico, situazione denunciata il 8 Marzo, Giornata Internazionale della Donna, da Annamaria Laudadio e Carolina Galeazzi, rispettivamente segretaria della lega Spi Cgil di Orvieto e della Fp Cgil di Terni.
La mancanza di ginecologi ha avuto effetti devastanti: impossibilità per le donne di sottoporsi a visite ginecologiche, ottenere prescrizioni per farmaci anticoncezionali orali o l’inserimento/rimozione di dispositivi intrauterini (IUD). Le minorenni sono particolarmente colpite, in quanto non possono ricevere la pillola del giorno dopo o accedere a percorsi tutelati per l’interruzione volontaria di gravidanza.
I consultori familiari, definiti come servizi “a bassa soglia” per la loro accessibilità, svolgono un ruolo cruciale nell’educazione e promozione della salute. Sono stati progettati per assistere gruppi vulnerabili, offrendo supporto in ambiti quali la procreazione responsabile, la gravidanza fisiologica, la contraccezione, l’IVG e l’educazione sessuale degli adolescenti.
Questa situazione non solo crea un vuoto in termini di assistenza sanitaria, ma ha anche un impatto profondo sulle relazioni familiari e sociali delle donne. Il consultorio, con il suo approccio olistico alla salute femminile, riveste un ruolo importante nel tessuto sociale, particolarmente per le donne e le famiglie in situazioni vulnerabili.
Laudadio e Galeazzi hanno espresso la necessità di riconoscere i bisogni e le libertà delle donne, chiedendo un’immediata soluzione alla crisi sanitaria. L’obiettivo è ripristinare il servizio di consultorio familiare nella zona, garantendo alle donne l’accesso ai servizi di cui hanno disperatamente bisogno.